Viaggio in Brasile tra le architetture di Oscar Niemeyer

Ognuno di noi ha un luogo nel mondo a cui è particolarmente legato. Se io dovessi dire il mio posto nel mondo direi senza dubbio il Brasile (me lo sono scelto enorme).

Eppure è il Paese di cui ho scritto meno, quindi corro ai ripari ed inizio raccontandovi una mia passione: il lavoro di Oscar Niemeyer, uno dei più importanti architetti brasiliani. Ho conosciuto le sue opere “sul campo”: quando sono arrivata a Curitiba nel 2003 avevano appena inaugurato il Museo Oscar Niemeyer “O Olho” (l’Occhio), un edificio davvero singolare nel suo insieme. Non so ancora dire se mi piace o meno, ma il punto non è quello. Ho cercato di capire cosa mi affascinasse tanto nelle sue opere: il cemento armato, che da materiale rigido e pesante si trasforma nel più elegante e plastico dei sistemi costruttivi, le linee sinuose, che ricordano i “morri” di Rio e le curve morbide esibite dalle donne brasiliane, o forse la forza creativa di questo architetto che ha trasformato il movimento moderno europeo in un “movimento della forma libera” prettamente brasiliano.

Le opere di Oscar Niemeyer sono numerosissime e sparse in tutto il mondo. Qui vi ripropongo uno scritto che risale a qualche anno fa, che approfondisce il contesto e i significati del lavoro di Niemeyer e analizza solo alcune opere, quelle che io ho visitato.

(mancano in realtà all’appello:

  • il sambodromo di Rio de Janeiro “Passarela Professor Darcy Ribeiro”
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sambodromo di Rio de Janeiro “Passarela Professor Darcy Ribeiro” (foto: Anna Luciani)

  • l’edificio Copan a São Paulo
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edificio Copan a São Paulo (foto: Anna Luciani)

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L’aver trascorso il quarto anno di università in Brasile (2003/2004), studiando e vivendo la realtà urbana, ambientale, sociale e storica del Paese ha fatto sì che mi appassionassi all’architettura nazionale. Nonostante il fascino delle tecniche usate dagli Indios Tupi Guaraní (come ad esempio la Taipa de mão o Taipa de pilão) o la maestosità del Barocco di Minas Gerais, credo che l’aspetto più interessante  dell’architettura brasiliana, considerata come espressione culturale e artistica dell’intero Paese, sia da ritenersi la corrente Moderna che tra le diverse personalità presenta come massimo esponente Oscar Niemeyer (Rio de Janeiro 15 dicembre 1907 – Rio de Janeiro 5 dicembre 2012) .

Negli ultimi decenni, a causa di una ricorrente ed equivoca concezione, il contributo di Oscar all’architettura moderna si riduce semplicemente al suo carattere formale che spesso si traduce in un superficiale “mi piace” o “non mi piace”. In realtà, studiando in maniera più approfondita il suo operato, aldilà di un’analisi dei progetti, analizzando meglio il contesto storico, politico e culturale nel quale nasce, si sviluppa e si concretizza, è possibile cogliere il senso, il pensiero che hanno animato Niemeyer nel suo lavoro, nelle sue opere, nella sua vita.

LO SPAZIO CARIOCA NELL’ARCHITETTURA DI NERMEYER

Stendendosi sopra una fascia di terra compresa tra i picchi di granito e l’Atlantico del Sud, Rio de Janeiro rappresenta la vittoria della fantasia sul fato.

Edwin Taylor

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Rio de Janeiro, i quartieri di Urca e Botafogo, Copacabana e Ipanema, panorama dal Pão de Açucar (foto: Anna Luciani)

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Pão de Açucar (foto: Anna Luciani)

Oscar Niemeyer Soares Filho è, prima di tutto, un carioca, nato a Rio de Janeiro: meravigliosa città di montagna e spiagge, microcosmo che racchiude in sé l’essenza brasiliana. La dolce curva del Pão de Azucar si sommò alle immagini che Niemeyer accumulò durante la sua infanzia, ispirate principalmente dalla Natura dei Tropici che riuscì a incantarlo e sedurlo anche durante la maturità. L’architettura di Niemeyer è prima di tutto una vigorosa celebrazione del Tropicale e dell’erotico, dei paesaggi magici e del sensuale modo di vivere di Rio. Oltre al paesaggio di Rio e ai corpi oscillanti dei ballerini e delle ballerine di samba, anche la traiettoria dinamica della curva della palla da calcio offre un’anticipazione delle linee fluide e curvilinee che incontreremo più tardi negli schizzi di Niemeyer. Probabilmente, più di qualsiasi altro, Oscar Niemeyer riuscì ad interpretare ed esprimere la libertà istintiva che nasce dall’ambiente brasiliano, al punto che i progetti risultano in totale armonia con le sue linee ondulate e sinuose (siano esse delle montagne, delle donne o della traiettoria di un pallone).

Niemeyer fu accusato di enfatizzare eccessivamente gli aspetti formali a scapito di quelli funzionali, ma un’analisi più profonda rivela che la sua arte è anche intensamente spirituale e poetica, grazie proprio alla sua capacità di riflettere le numerose dicotomie della realtà brasiliana. Una delle più evidenti nell’opera di Niemeyer è la dicotomia esistente tra il passato coloniale e la cultura cattolica da una parte, e la libertà personale e sociale del futuro dall’altra, due aspetti che nelle sue opere si fondono e contaminano per dar origine a forme nuove ed originali. Ma sono tante le contraddizioni che caratterizzano il mondo in cui l’architetto nasce e cresce: padrone e servo, maschile e femminile, aristocrazia e popolo, artista e artigiano. La sua educazione d’altro canto fu caratterizzata da conforto e privilegi che però si scontravano costantemente con l’insoddisfazione verso le ingiustizie sociali e la corruzione. L’architettura di Niemeyer, a causa di tutto ciò, mostra un utopico idealismo sociale: per lui l’architettura era un arte che doveva esprimersi indipendentemente dalla tecnica e dalla società, e grazie alla sua arte egli sognò la possibilità di libertà non solo per l’artista ma anche per la società sfruttata.

La società brasiliana al tempo della sua giovinezza (1930 circa) si trovava in un periodo di transizione. La Rivoluzione Industriale alterò il vecchio ordine con l’arrivo di nuove popolazioni di immigranti, nuovi problemi urbani e idee progressiste. L’industrializzazione quindi non liberò il Brasile dal suo passato coloniale: Rio, all’inizio del XX secolo, era una città segnata dalla dipendenza commerciale e culturale dall’Europa. E fu proprio contro la classe medio-alta della società (la più legata alla realtà d’oltreoceano) e contro l’egemonia Europea che l’architettura di Niemeyer insorse tentando di screditarle e sovvertirle. Egli voleva un’architettura che fosse fedele alla realtà brasiliana, a Rio, alla propria coscienza ribelle. Nelle sue migliori opere esiste una serie di rivolte coscienti: innanzitutto contro un’architettura europea storico-accademica e in seguito contro la geometria rettilinea dello Stile Internazionale e la razionalità ortodossa e strutturale, che bloccava il cammino della creazione che egli invece chiamò “lo spazio per l’immaginazione”.

Se infatti il punto di partenza di molte delle sue opere fu il sistema formale e teorico di Le Corbusier, presto Niemeyer si allontanerà dalla razionalità dei cinque punti (pilotis, pianta libera, facciata libera, finestra a nastro e tetto giardino)* per sviluppare il lato più emotivo del pensiero del maestro franco-svizzero, in un modo completamente adeguato allo scenario brasiliano. Sono quindi un costante dialogo tra la cultura del Brasile ed la creativa trasformazione del discorso di Le Corbusier e l’integrazione tra le sue teorie con la realtà tropicale che gli permettono di dar origine ad una architettura dell’immaginazione.

Oscar Niemeyer ha contribuito così all’evoluzione prettamente brasiliana del concetto di “forma libera”, che esalta la plasticità tipica delle curve rispetto alla rigida postura rettilinea dello Stile Internazionale.

IL MODERNO, EUROPA E BRASILE A CONFRONTO

Se Niemeyer riuscì a creare una corrente moderna plasticamente libera e riccamente scultorea (attingendo dall’architettura coloniale brasiliana del XVII e XVIII secolo), che sfruttava la composizione e le implicazioni poetiche dell’ambiente tropicale, ciò si deve alla sua attenta lettura del discorso formale e teorico di Le Corbusier.

I fattori più importanti della formazione artistica di Niemeyer, oltre alla sua infanzia e adolescenza carioca, sono sicuramente: l’orientamento di Lucio Costa e l’influenza ricevuta dal maestro Le Corbusier, e soprattutto la possibilità di lavorare al sua fianco nel 1936. (Le Corbusier era stato a Rio la prima volta nel 1929 per l’elaborazione di un progetto di riurbanizzazione della città).

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Schizzo per il Piano Pilota di Rio de Janeiro, Le Corbusier (fonte: Quando o Brasil era Moderno, Guia de Arquitetura 1928 – 1960, Lauro Cavalcanti, Aerorplano)

Lucio Costa era estremamente legato alle tradizioni brasiliane, ma allo stesso tempo anche alle avanguardie europee: la sensibilità di Costa verso la storia e i valori classici fecero sì che l’architettura Moderna del Paese non girasse le spalle al passato. Il giovane Niemeyer cominciò nello studio di Costa, e qui iniziò a sviluppare la sua arte. Successivamente fu coinvolto nella realizzazione di importanti progetti, potendo collaborare con lo stesso Le Corbusier (1936: progetto per il Ministero di Educazione e Salute a Rio de Janeiro, 1940: progetto per il Grand Hotel a Ouro Preto, antica capitale coloniale dello Stato di Minas Gerais).

Le Corbusier stesso passò attraverso una trasformazione fondamentale della sua sensibilità artistica in risposta alla sua esperienza nell’America del Sud. Osservando la vastità della natura e i contorni curvi dei fiumi egli iniziò a considerare le possibilità creative delle linee ondulate dell’acqua. La stessa musica, che fondeva influenze latine, indigene e africane, aveva ai suoi occhi un carattere curvo e lirico. Rimase così affascinato che arrivò a formulare “la legge del meandro”, un principio organizzatore per il processo creativo dell’artista. Disegno un fiume. L’obiettivo è nitido, chiaro: raggiungere un punto partendo da un altro punto: fiume o idea. Un piccolo incidente sopraggiunge, gli incidenti dello spirito: immediatamente sorge un piccolo e leggero inarcamento. L’acqua è spinta a sinistra, e poi, per reazione, a destra. La linea retta sparisce. Ogni volta più ampia, l’idea cerca il suo cammino. La linea retta si fa sinuosa. La sinuosità diviene caratteristica, appare il meandro, l’idea si ramifica. Presto la soluzione si espande e diviene complicata. L’obiettivo è stato rispettato: ci siamo mossi verso un fine: ma che cammino!!! [ Le Corbusier, Precisions on the Present State of Architecture and City Planning, (trad. Ingl. Edith Schreibeit Aujame), Cambridge e Londres, Mit Press, 1991, p.7]

Come una metafora del processo creativo e della soluzione dei problemi sociali, la legge del meandro anticipa lo stile di Niemeyer. In termini artistici e sociali è un metodo che schiva gli ostacoli circondandoli, annuncia il potere creativo dell’individuo sui sistemi delle leggi rigide. Possiamo dire che mentre il razionalismo europeo cercò generalmente la distanza più breve tra due punti (la linea retta) il Brasile e Niemeyer scelsero un cammino più scenografico. La cultura brasiliana è una vibrante celebrazione della curva e dei movimenti curvilinei. Questo culto della creatività individuale diviene un’istituzione sociale. Questo modo di affrontare la realtà in tutte le sua accezione descrive lo stile brasiliano: la leggerezza dei gesti, l’eleganza della forma e dei movimenti, e si riflette nell’architettura di Niemeyer, nel suo modo di agire per meandri, tanto nel suo stile sinuoso e sensuale, quanto nel modo improvvisato e non premeditato di adattarsi alla vita.

L’impatto di Le Corbusier sullo spirito artistico di Niemeyer fu profondo e immediato e andò oltre l’assimilazione dei cinque punti da parte dell’architetto brasiliano. Ciò che più impressionò Niemeyer fu la spontaneità nel disegno e la libertà del metodo concettuale, e lo aiutò a rinforzare la sua tendenza per il disegno fluido. In seguito alla lezione di Le Corbusier, Niemeyer rivolge la sua attenzione direttamente al paesaggio brasiliano e alle forme umane in cerca di ispirazione. Egli rifiutò il lato razionale di Le Corbusier in favore di un aspetto poetico e emotivo più vicino alla sua sensibilità e  alla sensibilità brasiliana. La sua architettura delle forme libere sorse come protesta contro quella che lui chiama “architettura razionale” fatta di forme rettilinee e meccanizzate, tipiche dello Stile Internazionale.

Tutto cominciò quando iniziai gli studi di Pampulha, la mia prima fase, negando l’angolo retto e l’architettura razionalista fatta con riga e squadra [ … ]. Protestai contro questa architettura monotona e ripetitiva”. Oscar Niemeyer, Meu sosia e eu, Rio de Janeiro, Revan, 1992, p.125.

Riguardo ai motivi che diedero origine alle curve caratteristiche delle sue prime opere plasticamente libere, l’architetto scrive: “il pretesto è nato nell’ambiente stesso in cui sono nato [ … ] con le sue spiagge bianche, le sue montagne monumentali, le sue vecchie chiese barocche e le sue belle donne abbronzate. Dentro di me custodisco non solo le montagne di Rio, come dice Le Corbusier, ma tutto ciò che mi emoziona”. Questi quattro elementi: spiagge, montagne, antiche chiese barocche e belle donne stanno alla base delle sue migliori creazioni, e le curve sensuali alla base della sua estetica. Quindi possiamo concludere che il rinnovamento più significativo (e più umano) di Niemeyer, rispetto all’architettura moderna europea fu la sostituzione del funzionalismo dello Stile Internazionale attraverso una nuova formula implicita: “la forma segue la bellezza (femminile)”, infatti egli sostiene che “quando una forma crea bellezza, risulta anche funzionale e, in questo modo, fondamentale in architettura”.

Nel suo operare è possibile inoltre notare un interesse verso il sociale, verso le problematiche  del suo Paese e del suo Popolo.

I sogni utopici di Niemeyer di un mondo migliore sono fermamente radicati nei ricordi stessi del suo Paese. Il sentimento brasiliano si caratterizza per un grande senso di nostalgia che invade e coinvolge ogni aspetto della vita umana e dei rapporti sociali. Ed è proprio questo senso di saudade del suo mondo perduto, di quel paradiso mitico brasiliano, anteriore all’esplorazione europea e allo sviluppo industriale che egli cerca di riprodurre. E questo li si può notare non solo nelle forme sinuose ma anche nelle forme che delimitano e caratterizzano gli spazi aperti, parte stessa del progetto e allo stesso tempo area verde inserita in esso attraverso ampie vetrate. Un modo questo per inserire la realtà brasiliana, con la sua vegetazione, i suoi profumi, i suoi colori all’interno dei suoi progetti, in una dilatazione spaziale che va dal dentro al fuori, e dal fuori al dentro con una soluzione di continuità perfettamente riuscita.

Ciò che egli stava cercando era una nuova affermazione culturale, un’espressione architettonica delle forme libere che il potenziale tecnico del cemento armato rendeva possibile, una libertà che stendesse le sue radici nel ricco e svanito paesaggio brasiliano, in particolare nel contorno delle curve delle montagne, delle spiagge e delle baie.

Oscar, tu hai le montagne di Rio nei tuoi occhi, rendi barocco il cemento armato, ma ci riesci bene.

Le Corbusier

IL MIO VIAGGIO NELLO SPAZIO ARCHITETTONICO DI NIEMEYER

mappa

Segue ora la trattazione di alcune opere significative, la cui scelta è stata dettata soprattutto dalla mia esperienza personale.

Sono opere da me effettivamente conosciute e vissute, quelle stesse opere che hanno fatto nascere in me l’interesse verso l’architettura moderna brasiliana, in particolare quella di Oscar Niemeyer, e da cui ha avuto origine questa breve riflessione.

Infine, in Italia possiamo ammirare due sue opere, una delle quali per me è straordinaria:

  • Mondadori, Milano (amo questo edificio e non l’ho ancora visto!)
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Mondadori, Segrate (fonte: google)

  • Auditorium, Ravello
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Auditorium, Ravello (fonte: google)

INFO BRASILE

Per informazioni più generali su Rio oggi, suggerimenti per organizzare un viaggio nella città carioca, consigli e qualche segreto per cogliere l’anima della città vi rimando a questo articolo: Rio de Janeiro cidade maravilhosa (?)

Altri articoli sul Brasile: Lettera ad un Paese lindo e bagunçado – Brasil e Lettera ad un Paese lindo e bagunçado – Brasil 2

Per chi volesse approfondire o organizzare in generale un viaggio in Brasile vi lascio la pagina in cui ho raccolto tutti i link delle 20 puntate (da 6 minuti) andate in onda sul Kilimangiaro nel 2015/2016 che raccontano il viaggio mio e di Simone durato 5 mesi in Brasile: COUCHSURFERS BRASILE – TUTTE LE PUNTATE

 

* I 5 Punti dell’architettura moderna di Le Corbusier

Pubblicato nel 1923, Verso un’architettura è l’opera teorica più importante della prima metà del XX secolo. In essa, Le Corbusier espone i suoi celebri cinque punti alla base del nuovo modo di concepire lo spazio architettonico e di costruire un’abitazione con cemento armato.

  • I Pilotis (piloni) sostituiscono i voluminosi setti in muratura che penetravano fin dentro il terreno, per fungere infine da fondazioni, creando invece dei sostegni molto esili, poggiati su dei plinti, su cui appoggiare poi i solai in calcestruzzo armato. L’edificio è retto così da alti piloni puntiformi,di cemento armato anch’essi, che elevano la costruzione separandola dal terreno e dall’umidità. L’area ora disponibile viene utilizzata come giardino, garage o – se in città – per far passare strade.
  • Il Tetto-giardino (tetto a terrazza) restituisce all’uomo il verde, che non è solo sotto l’edificio ma anche e soprattuto sopra. Tra i giunti delle lastre di copertura viene messo il terreno e seminati erba e piante, che hanno una funzione coibente nei confronti dei piani inferiori e rendono lussureggiante e vivibile il tetto, dove si può realizzare anche una piscina. Il tetto giardino è un concetto realizzabile anche grazie all’uso del calcestruzzo armato: questo materiale rende infatti possibile la costruzione di solai particolarmente resistenti in quanto resiste alla cosiddetta trazione, generata dalla flessione delle strutture (gravate del peso proprio e di quanto vi viene appoggiato), molto meglio dei precedenti sistemi volti a realizzare piani orizzontali.
  • Il Plan libre (pianta libera) è resa possibile dalla creazione di uno scheletro portante in cemento armato che elimina la funzione delle murature portanti che ‘schiavizzavano’ la pianta dell’edificio, permettendo all’architetto di costruire l’abitazione in tutta libertà e disponendo le pareti a piacimento.
  • La Facciata libera è una derivazione anch’essa dello scheletro portante in calcestruzzo armato. Consiste nella libertà di creare facciate non più costituite di murature aventi funzioni strutturali, ma semplicemente da una serie di elementi orizzontali e verticali i cui vuoti possono essere tamponati a piacimento, sia con pareti isolanti che con infissi trasparenti.
  • La Fenêtre en longueur (o finestra a nastro) è un’altra grande innovazione permessa dal calcestruzzo armato. La facciata può infatti ora essere tagliata in tutta la sua lunghezza da una finestra che ne occupa la superficie desiderata, permettendo una straordinaria illuminazione degli interni ed un contatto più diretto con l’esterno.

 

BIBLIOGRAFIA DI RIFERIMENTO

  • AAVV, Brasilia, guia arquitetura, Impresa das Artes, São Paulo, 2000
  • Buchmann A.J., Lúcio Costa, o inventor da cidade de Brasilia, Thesaurus, Brasilia, 202
  • Cavalcanti L., Quando o Brasil era Moderno: guia de arquitetura 1028 – 1960, Aeroplano, Rio de Janeiro, 2001
  • Costa L., Arquitetura, José Olimpio, Rio de Janeiro, 2003
  • Junqueira Bastos, M.A., Pós Brasilia, rumos da arquitetura Brasileira, Editora Perspectiva S.A, São Paulo, 2003
  • Mindlin H.E., Arquitetura Moderna no Brasil, Aeroplano, Rio de Janeiro, 2000
  • Niemeyer O., Meu sosia e eu, Rio de Janeiro, Revan, 1992
  • Niemeyer O., Oscar Niemeyer, minha arquitetura, Rio de Janeiro, Revan, 2004
  • Pereira M. A., Arquitetura texto e contexto: o discurso de Oscar Niemeyer / Miguel Alves Pereira, Editoria Universidade de Brasilia, Brasilia, 1997
  • Segre R., Arquitetura Brasileira Contempôranea, Viana & Mosley Editora, Petropolis, 2003
  • Underwood D., Oscar Niemeyer e o modernismo de formas Livres no Brasil, Cosac&Naify Edições, São Paulo, 2002
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