RIO DE JANERIO, CIDADE MARAVILHOSA (?)

Sì, Rio de Janeiro è una città meravigliosa.

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praia do Flamengo, Pão deAçucar sullo sfondo (foto: Anna Luciani)

Al centro dell’attenzione per la situazione politica assurdamente complicata e corrotta del Brasile e per le prossime prossime Olimpiadi, Rio è su tutti i giornali. E tutto quello che si legge e si vede nelle foto, tutta la satira (anche nazionale brasiliana) drammaticamente pungente, descrivono la realtà di questa città.

Rio è una città piena di contraddizioni, e rispecchia perfettamente il Paese di cui è capitale culturale, ed è vero: Rio de Janeiro è una città caotica e spesso disorganizzata, è una città violenta e  pericolosa, è una città povera, in molti suoi quartieri. Rio è la città delle favelas (Cidade de Deus è un film molto bello, anche se violento, che racconta di queste realtà), è la città di Tropa d’elite e del Bope, è la città degli assaltos e degli arrastões.

Rio è la città in cui, per far spazio alle strutture sportive e riqualificare alcuni quartieri, intere famiglie sono state sfrattate e hanno visto le proprie case rase al suolo senza alcun progetto statale/governativo/municipale di riorganizzazione e di supporto per una loro nuova sistemazione ed integrazione.

Rio è un città in cui non esci con troppi soldi in tasca, e sicuramente senza gioielli, dove, dopo qualche settimana, sviluppi spontaneamente e per necessità, un senso di attenzione al contesto estremamente acuto, quasi un sesto senso che ti orienta nella città e tra le persone.

Sono aspetti che ho visto e vissuto in prima persona, sono contraddizioni violente e pesanti che conosco e mi hanno messo in crisi, e non ci si abitua.

Ma nonostante questo, Rio è una città in cui vivrei. È, per me, una cidade maravilhosa!

Oggi, a 10 giorni dall’inizio delle Olimpiadi, tanto si dice e si è detto a riguardo…ma lasciate che io vi descriva la Rio che amo, con qualche consiglio su come aggirarsi per la città senza incorrere in troppi problemi.

Per coloro che avranno la fortuna di arrivare in aereo di notte lo spettacolo sarà inaspettato e bellissimo: all’improvviso i morros (colline) che circondano la città si riempiranno di luci, ordinate nei quartieri pianificati, caotiche e affollate lungo le pareti delle montagne dove migliaia di case abusive si affollano disegnando un territorio causale e incontrollabile. Poi il nero, della foresta, e i riflessi sull’acqua della Bahia di Guanabara in una quadro di luci e ombre che disegnano la silouette di una città unica, fatta di natura, esuberante e prepotente, e di persone, tante.

La mattina, alla luce del sole, ogni cosa prende colore brillando di energia, forza, vivacità.

La città è enorme, intervallata e avvolta nella natura più rigogliosa e lussureggiante.

BAIRROS

mappa di Rio, i bairros (quartieri)

Sembra incredibile come si possa in poche decine di muniti passare dalle strade a più corsie (dove piloti di autobus affetti da un’incontenibile sindrome da Airton Senna si sfidano a chi va più veloce, a chi frena più bruscamente, salta le fermate, smonta l’abitacolo a suon di buche), alla natura più verde e silenziosa dei parchi e delle foreste che entrano in città e ne sono parte proprio come le “autostrade cittadine”. Dal Centro, da Lapa, dalle strade che collegano la zona del porto a nord fino a quelle che attraversano São Conrado, si può in qualsiasi momento saltare giù dall’autobus, oppure scendere alla prima fermata della metro, o ancora salire in sella alle mototaxi a disposizione, per raggiungere piccoli angoli di paradiso, giardini dell’eden pronti a ritemprare spirito e corpo attraverso il refrigerio della vegetazione, e il suono del mare o degli uccellini.

Noi, insieme a Bianca e João siamo saliti fino alla prima cima del Pão de Açucar nel quartiere di Urca. Chiaramente prendere la funicolare consente di ammirare un panorama incantevole, ma fare il primo tratto a piedi, immersi totalmente nel verde, col mare ai piedi, è uno di quei percorsi, poco battuti dai turisti, ma che vale la pena fare. Arrivati in cima si può scendere o salire con la funicolare fino al punto più alto, cosa che consiglio vivamente (ricordate però di fare il biglietto per la seconda tratta prima di salire a piedi, la biglietterria è solo “al piano terra” se volete salire in cima la Pan di Zucchero…la vista vale la pena, ma a piedi, l’ultimo pezzo, è affrontabile solo da scalatori esperti, a differenza del primo che anche la sottoscritta ha percorsa senza troppa difficoltà).

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percorso per salire alla prima cima del Pão de Açucar (foto: Anna Luciani)

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vista dal Pão de Açucar: Praia Vermelha e Copacabana sulla sinistra (foto: Anna Luciani)

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Botafogo, vista dal Pão de Açucar (foto: Anna Luciani)

Si può decidere di salire a piedi al Cristo, partendo da Cosme Velho, ma in questo caso consiglio vivamente il trenino e di sedersi sul lato destro vicino al finestrino. Il tragitto è emozionante e dal Corcovado la vista sulla città è unica!

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Rio vista dal Corcovado. Botafogo e Pão de Açucar (foto: Anna Luciani)

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o Cristo (foto: Anna Luciani)

Questa zona, quella del Corcovado, è parte della enorme Floresta da Tijuca che, daqqui fino a Barra da Tijuca, racchiude alle spalle la città che si trova così abbracciata a nord dagli alberi e a sud dal mare. Nelle nostre peregrinazioni, io e Simone siamo stati ospitati da due ragazzi (Joane e Edu) che abitavano nella foresta. Era un residence, semplice ma bellissimo, letteralmente in mezzo al Foresta tropicale, decorato di piante esotiche (orchidee in ogni dove!) e animali e uccelli dei più colorati. I pranzi e le cene sul balcone erano animate da scimmiette e tucani. Eravamo dentro una delle città più popolose del mondo, e sembrava di essere sperduti in Amazzonia.

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a casa di Joe e Edu Floresta da Tijuca (foto: Anna Luciani)

Da lì, con poche fermate di autobus o qualche decina di minuti in macchina si raggiunge facilmente il quartiere di Barra da Tijuca. Questa zona è una delle più nuove e, negli ultimi anni, in costante espansione anche in previsione delle Olimpiadi di quest’anno. Fino al 2014 arrivare a Barra dal centro era un’impresa per la strada e il traffico, ma dovrebbero inaugurare a breve la 4° linea della metro facilitando così i collegamenti. Non amo molto Barra, preferisco i quartieri più centrali, ma ammetto che la spiaggia qui, meno turistica, è davvero bella. Chilometri di sabbia e mare blu, campi da gioco, kite, che con le loro vele colorano l’azzurro del cielo, baretti di açai, tantissimi locali nel retro spiaggia lungo la litoranea e tantissimi nuovi complessi residenziali, gettonatissimi dalle giovani coppie. Siamo stati a Barra solo una volta, e siamo stati bene, ma arrivarci all’epoca (2014) da Copacabana, dove eravamo ospiti da Hely jr., è stato un viaggio della speranza. Quindi poi abbiamo rinunciato anche a raggiungere la spiaggia Prainha, a sud di Barra, che tutti dicono essere un incanto.

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Barra da Tijuca (foto: Anna Luciani)

Risalendo verso nord comunque, opzioni per stendersi al sole, tuffarsi nell’oceano bevendo agua de coco (che a Rio paghi circa 5 reais, alemno fino a 2 anni fa, mentre nel resto del Brasile non oltre i 2) non mancano. Intervallate da Morros famosissimi per il loro profilo che rende unica la città in tutte le foto (Pedra da Gavea, Morro dois Irmãos, Morro da Babilonia, e poi il Pão de Açucar) si susseguono spiagge una più bella dell’altra: Leblon, Ipanema (che a me piace molto), Copacabana o la piccola praia Vermelha sotto Urca… e poi ancora Botafogo e Flamengo, in cui l’Aterro, sul retro spiaggia, è un vero e proprio parco per rappresentazioni, spettacoli, attività sportive (ci sono piste per roller, skate, attrezzi per allenarsi ecc.).

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Copacabana (foto: Anna Luciani)

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calçada di Copacabana (foto: Anna Luciani)

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Ipanema durante il carnevale (foto: Anna Luciani)

Tutta la costa, una delle più densamente popolate al mondo, vede l’intervallarsi di una natura prorompente ad un’urbanizzazione quasi soffocante.  Grattacieli “fortificati” da alti cancelli e inferriate fino a piani altissimi sul fronte mare, favelas e abitazioni abusive prive di piani, regole, ordine sui “morros“. L’insieme, nella sua complessità e contraddizione, può spaventare e sbalordire. Lusso sfrenato da una parte, povertà assoluta dall’altra. Noi però abbiamo avuto la fortuna di conoscere il gestore dell’Ostello Abraço Carioca Favela Hostel, a Leme. Ascoltando il suo racconto, visitando la struttura e il quartiere ci siamo resi conto che, in alcuni contesti, è possibile provare a costruire un rapporto e una forma di integrazione, collaborando in sicurezza. L’Ostello nasce dall’idea e dal desiderio di avvicinare anche i turisti alle realtà più difficili di Rio, evidenziandone la semplicità ma anche l’autenticità. Nella struttura e per la realizzazione della struttura sono stati coinvolti abitanti della favela, consentendo loro nuove possibilità di impiego e attivando azioni di riqualificazione urbana e sociale spontanee: dal decoro degli spazi pubblici a carico dei residenti, alla possibilità di organizzare strutture sociali (per bambini soprattutto). Aprire e aprirsi verso queste zone della città è possibile e doveroso.

Nonostante comunque la bellezza del suo lungo mare, nonostante le lunghe passeggiate su Avenida Atlantica lungo Copacabana, o in bici ad Ipanema, la zona di Rio che a me piace di più è Santa Teresa.

Alla fermata di Gloria all’angolo tra Rua da Gloria e Rua Benjamin Constant, alcuni ragazzi, prima in maniera totalmente anarchica e improvvisata, da dopo i mondiali molto più organizzati (con tanto di tariffario), hanno avviato un sistema di trasporto pubblico di salita a Santa Teresa con le mototaxi. Non posso giurare sulla estrema sicurezza dei mezzi e degli autisti, ma sono di una comodità incredibile per salire al quartiere (noi, ogni volta, prima di salire ci fermavamo nel nostro negozietto di salgados e succhi naturali preferito: Hobby Sucos e Lanches “por favor, um suco de tangerina e morango…” ahhh che saudade! Tra l’unico rimasto non in mano agli orientali …)

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Hobby Sucos e Lanches, il “Lurido di Gloria” (foto: Anna Luciani)

Un altro sistema per arrivare a Santa, non solo per i turisti ma utilizzato anche da molti carioca è lo spettacolare Bonde. Un tram giallo, simbolo del quartiere, che collega il quartiere di Lapa a quello di Santa Teresa. A causa di un incidente mortale avvenuto alcuni anni fa non ha funzionato per parecchio tempo. Sono seguiti anni di lavori al sistema dei binari per mettere in sicurezza il percorso e la struttura e, un anno fa circa, ha ripreso a circolare. Vale la pena il viaggio!

In ogni caso, qualsiasi sia il vostro mezzo preferito, arrivate a Largo dos Guimaraes e capirete perché mi piace tanto stare qui!

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Santa Teresa, le rotaie del Bonde (foto: Anna Luciani)

Santa Teresa ha il fascino e l’aria di un piccolo borgo antico, aggrovigliato nelle sue stradine che si srotolano come tentacoli su e giù dal monte partendo da pizzette piene di locali, negozietti, artigiani, cinema d’essay. Le case hanno un’eleganza antica e sono immerse nel verde. Non è un caso se lungo i fili della luce e i cavi vari, che in Brasile penzolano a migliaia in ogni dove, si vedono delle scimmiette sgambettare, e qualche pappagallino verde svolazzare qua è là. Santa è il quartiere degli artisti: negli anni, giovani e meno giovani hanno trovato nell’atmosfera che si respira qui, alti sulla città, lontani dal caos, ma sempre con gli occhi nell’oceano, un rifugio, un luogo d’ispirazione, dove creatività, colore, arte, allegria si fondono creando una realtà positiva e vitale e magica, a volte. Siamo stati nell’atelier di un trio argentino di ragazze, “loche”, ma sicuramente coloratissime e gioiose, ma anche a casa del famoso Marcos Chaves, che ci guidato nella sua casa, dalla vista unica sulla Baia di Guanabara, un vero e proprio museo di opere di artisti internazionali, oltre alle sue, esposte ovunque: dalle pareti delle stanze, nei corridoi, in bagno e in cucina, persino nello splendido giardino sul retro tra alberi di lime e pitanga!

vista da casa di marco

vista sulla città da Santa Teresa (foto: Anna Luciani)

E per chi visita Santa Teresa non è possibile non imbattersi nell’atelier a cielo aperto di Getulio, artista di strada, creatore di bambole (e non solo) di legno e pezzi di scarto di ogni genere, divenuto oramai uno dei simboli di quartiere.

Santa è così, vive di arte!

Risalendo da Largo dos Guimaraes lungo Rua Am. Alexandrino (consiglio in questo caso l’autobus), si arriva all’entrata della Favela Pereirão (Vila Pereira da Silva). Grazie a Marco, uno dei nostri ospiti più speciali nonché grande amico, abbiamo conosciuto Cirlan Oliveira. Cirlan è un ragazzo cresciuto nella favela ma che è riuscito, semplicemente con un gioco, a prendere le distanze dalla violenza, dal narcotraffico, dal crimine. Utilizzando materiali da costruzione di scarto, qualche gioco trovato qua e là, tantissima fantasia, ha riprodotto, con un gruppo di amici, una favela in miniatura, luogo ideale per giocare, ricreando scene e dinamiche della vita reale, ma attraverso gli occhi e la mente positiva e serena dei bambini. L’installazione è divenuta famosa come opera d’arte, tanto da essere esposta alla biennale di Venezia, e Cirlan organizza visite nel Morro per visitare il famoso Projeto Morrinho“! Consigliatissimo.

Altro posto super consigliato, che ci ha accolto più di una volta durante le nostre passeggiate per il quartiere è il b&b Casa Alegre (all’epoca Marco lavorava lì e spesso ci fermavamo a salutarlo e a bere un succo con lui). Questo posto è forse l’essenza, elegante e curata, di Santa Teresa: relax, arte, colori, allegria!

Da Santa Teresa si può scendere a piedi, e da lunghe scalinate è possibile accedere a Gloria o a Lapa, conosciuta come uno dei quartieri più animati della città: locali per ballare o per ascoltare musica, ristoranti, ma anche feste improvvisate lungo la strada, rifocillandosi ai “baracchini” bevendo caipirinha e mangiando uno XTUDO (un hamburger …con Tudo! Alto circa 20 centimetri … se si è fortunati può capitare di vedere persone senza denti mangiarlo!).

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Lapa (foto: Anna Luciani)

centro

il Centro (foto: Anna Luciani)

Lapa è lo snodo tra la zona nord ovvero il Centro, zona storica ma anche amministrativa e terziaria (io non amo molto questa parte della città, ma sicuramente vale la pena una passeggiata tra grattacieli e palazzi storici: Convento de San Antonio, Praça Alagoas con il Teatro Municipal…e molto altro), e la zona sud, a partire da Gloria, passando per Largo do Machado, Laranjeiras, le Spiagge, la zona di Lagoa..una più bella dell’altra! Al di là dei luoghi turistici (vedi ad esempio Copacabana), la zona sud della città è come se fosse un susseguirsi di quartieri cittadini sicuramente metropolitani, ma secondo me non così alienanti, anzi! Da Largo do Machado, subito dopo Catete, risalendo verso Laranjeiras fino a Praça São Salvador sembra di passeggiare un una bella cittadina di mare, fatta di negozi, attività, mercati, gente in strada. Mi azzarderei quasi a definirla un’atmosfera paesana. Questa è una delle parti della città che mi piace di più: vicina a tutto, accessibile, poco turistica, trafficata ma non caotica.

Scendendo, al di là dei quartieri di mare, sicuramente turistici, ma soprattutto cari e ricchissimi, c’è la zona di Lagoa, quartiere super tranquillo, pieno di locali dove bere birra e rilassarsi dopo essere stati a fare un giro al Jardim Botanico!

Se siete a Rio, potete infine fare un salto a Niteroi prendendo un traghetto dal porto di Praça XV. Qui vale la pena un giro al Museo Niteroi di Oscar Niemeyer!

Tra l’altro, per gli appassionati di questo geniale architetto brasiliano, a Rio potete visitare anche:

– Il Palazzo Gustavo Capanema, del Ministero dell’educazione e della sanità pubblica a Rio de Janeiro, 1936

– il Sambodromo, uno dei luoghi simbolo della città stessa. Senza desfile non sarà la stessa cosa, ma merita.

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Sambodromo (foto: Anna Luciani)

 

Abbiamo trascorso circa un mese in questa folle città, affezionandoci ad alcuni dei suoi luoghi, diventati dopo poco quasi familiari.  Rio de Janeiro ci ha accolto nella sua immensa Baia di Guanabara, come fosse un caldo abbraccio, pieno di colori, musica, odori, persone…

La città è caotica, “sgarruppata”, diremmo noi, spesso sporca, sempre disorganizzata, imprevedibile, inafferrabile… Ma se Rio è soprannominata A CIDADE MARAVILHOSA un motivo ci sarà… e bastano poche ore per rendersene conto e rimanere affascinati e ammaliati dalla vitalità e dalla magia di questa realtà che con eleganza e spontaneità sfrenata offre ai nostri occhi un paesaggio tropicale dei più esotici e sensuali in perfetta armonia con una metropoli moderna, contemporanea, sdrammatizzata dall’oceano con le sue onde enormi, cocorite verdi che svolazzano nel cielo, fra milioni di cavi della luce, molti dei quali a spaventosamente a penzoloni sulle nostre teste, sopra le quali passeggiano piccole scimmie dispettose…

Rio ha potenzialità enormi, problemi altrettanto grandi. Ma se avete la fortuna di visitarla, vivetela cercando di coglierne le tante sfumature colorate e bellissime!

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la città vista dalla torrefazione di Santa Teresa (foto: Anna Luciani)

PS: Aneddoti, disavventure, avventure, situazioni emozionanti … storie da raccontare vissute a Rio ce ne sarebbero a centinaia. Questo poche righe sono solo un tentativo per provare ad aiutare possibili viaggiatori ad orientarsi tra le vie e i quartieri di una città tanto grande e avvolgente. Le esperienze vissute, le persone conosciute che ci hanno ospitato e/o che abbiamo incrociato nel nostro viaggio hanno sicuramente regalato alla nostra esperienza quel lato umano tanto prezioso e importante che ci ha fatto amare ancora di più questa città.

ALCUNI CONSIGLI…

In generale, chiedere informazioni ai Brasiliani è un po’ un terno al lotto: gentilissimi, simpatici, super disponibili, ma un po’ approssimativi. La stessa domanda a 5 persone diverse avrà cinque risposte diverse e poco inerenti l’una con l’altra. Come fare?  Fate una media di quello che vi è stato detto, oppure usate google per qualsiasi cosa. Però non rinunciate ad avere a che fare con la gente del posto! In realtà ciò che rende Rio una città meravigliosa è la l’allegria, la vivacità, la creatività e un pizzico di follia delle persone che la vivono!

Internet:

chiaramente dipende da quanto state, ma io consiglio sempre di comprare una scheda prepagata per il telefono del Paese in cui siete … poter accedere a internet senza troppi problemi di costi risolve un sacco di situazioni. Fino a due anni fa le tariffe delle compagni brasiliane non offrivano tantissimo, soprattutto per quanto riguarda il piano dati, e per attivare un numero ci abbiamo messo un sacco di tempo… ma poi è stato utilissimo! Potete comunque contare sempre sulle wi fi gratuite in tutti i locali/luoghi pubblici ecc.

 Per i trasporti:

Noi ci siamo sempre spostati in autobus, a parte la sera, quando comunque consiglio i taxi. Nel caso vi sentiate più sicuri utilizzando il taxi, cercate sempre di chiamarlo da un telefono (dell’hotel o del locale da cui partite) oppure usando una app del telefono (come easy taxi). Io eviterei di fermarli lungo la strada a casaccio. In ogni caso controllare sempre che il tachimetro sia acceso/funzionante, diversamente chiedere la tariffa prima di partire.

Se vi spostate con i mezzi, creando l’itinerario “da-a” su google maps riuscirete a capire le varie alternative che avete a disposizione confrontandole per tratta, mezzi, orari. Il programma vi segnalerà linee/numeri di autobus o metro, i cambi, il tragitto sulla mappa ecc. È comodissimo! In ogni caso portate pazienza: se vi sembra che l’autista abbia deciso di suicidarsi schiantandosi proprio quando voi siete su… sono tutti così: io l’ho battezzata la sindrome di Ariton Senna!

Look:

SOBRIO. Niente gioielli o tecnologia varia in vista. Crema solare come se piovesse.

Con cosa girare:

Non troppi soldi e comunque sempre qualche spiccio in tasca (dai 5 ai 20 reais): in caso di richiesta, più o meno gentile, tirate fuori quelli e non il portafogli. In ogni caso, mai rifiutarsi di consegnare almeno parte di ciò che si ha, non contrattare. Comodi sono i marsupi da “documenti”, per intenderci quelli da portare sotto i vestiti, dove tenere qualche soldo in più/carte di credito/telefono. Purtroppo gli “assalti” succedono. Quindi bisogna stare attenti, ma posso dirvi che in due anni che ho vissuto là a me non è mai successo nulla. Ve lo dico perché non vorrei che viveste nel terrore e nell’attesa che succeda!

Locali (secondo noi):

Se siete seduti in un locale, in attesa che vengano a prendere l’ordine, anche se vedete 10 camerieri in giro, se volete bere dovete chiamarli. Non arriveranno mai di loro iniziativa. E comunque sappiate che l’ordinazione arriverà sbagliata. Abbiamo formulato varie ipotesi sul come perchè e quando la comunicazione si interrompa tra colui che prende nota e colui che prepara e consegna, ma sta di fatto che è automatico che vi portino qualcosa di diverso dal richiesto. Nel caso, ditelo subito, prima ad esempio che vi versino la birra nel bicchiere, oppure portate pazienza.

– Sushi

Via Farani, R. Barão de Itambí, 73 – Botafogo, Rio de Janeiro

– Churrascaria

Copacabana Palace R. Rodolfo Dantas, 16 – Copacabana, Rio de Janeiro (una volta nella vita ci si può concedere un lusso: ne vale la pena)

– Per bere e/o mangiare

Bip Bip, Loja D, R. Alm. Gonçalves, 50 – Copacabana, Rio de Janeiro

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Bip Bip (foto: Anna Luciani)

Bar do Zé, R. Barão de Guaratiba, 49 – Glória, Rio de Janeiro

Portella, Rua Paschoal Carlos Magno, 139/141 – Santa Teresa, Rio de Janeiro

Simplesemente, Rua Paschoal Carlos Magno, 115 – Santa Teresa

Cafecito Café, rua Paschoal Carlos Magno, 121 – Santa Teresa, Rio de Janeiro

– Salgados e succhi di frutta: Hobby Sucos e Lanches, Rua da Glória, 268 – Glória, Rio de Janeiro (noi lo chiamiamo il “Lurido di Gloria”)

Altri posti da vedere:

Centro Luiz Gonzaga de Tradições Nordestinas, Campo de São Cristóvão, s/n – São Cristóvão (qui oltre a molti prodotti tipici del nordest brasiliano potete comprare splendide amache)

Museu de Arte do Rio, Praça Mauá, 5 – Centro, Rio de Janeiro – RJ, 20081-240, Brasile

Maracaná, possibilmente durante un jogo!

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Stadio Maracaná (foto:Anna Luciani)

Scalinata Celarón, R. Joaquim Silva, S/N – Centro, Rio de Janeiro

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Scalinata Celerón (foto: Anna Luciani)

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