LE OPERE DI NIEMEYER – BRASILIA

Questo articolo analizza da un punto di vista architettonico le opere principali di Niemeyer a Brasilia ed è il seguito di un articolo di approfondimento sull’architettura brasiliana dell’architetto Oscar Niemeyer: Viaggio in Brasile tra le opere di Niemeyer.

BRASILIA

Brasilia è la capitale del Brasile.

È una città pianificata e una delle capitali mondiali edificate e designate più recentemente, essendo stata costruita tra il 1956 ed il 1960 ed essendo capitale dal 21 aprile 1960; in precedenza la capitale del Brasile era Rio de Janeiro. La città è ancora in costruzione, seguendo sempre il progetto iniziale. L’UNESCO ha dichiarato Brasilia Patrimonio dell’umanità.

Il presidente Juscelino Kubitschek ordinò la costruzione di Brasilia, mettendo in atto un articolo della costituzione repubblicana del paese, lungamente trascurato, nel quale si stabiliva che la capitale dovesse essere trasferita da Rio De Janeiro. Il suo principale pianificatore urbano fu Lúcio Costa. Oscar Niemeyer fu l’architetto capo della gran parte degli edifici pubblici e Roberto Burle Marx ebbe l’incarico di landscape designer. Il piano urbanistico fu basato sulle teorie di Le Corbusier. Brasilia fu costruita in 41 mesi, dal 1956 al 21 aprile 1960, quando fu ufficialmente inaugurata.

Città di speranza e essenzialmente di illusione, Brasilia ci mette di fronte a numerosi paradossi. In termini di sviluppo di Niemeyer come artista, la città presenta una dualità paradossale tra un aumento di disciplina formale e la realizzazione, che le si oppone, di uno spazio libero per l’immaginazione, basato su un tentativo di ribellione contro l’ortodossia strutturale. Incaricato delle opere di Brasilia dall’allora Presidente  Juscelino Kubitschek, Niemeyer sfruttò un virtuale foglio bianco per le decisioni artistiche relative alla creazione dei principali monumenti della città.

Per il Piano Pilota della città fu aperto un concorso nazionale nel 1957, che vide come vincitore Lucio Costa, grazie anche all’influenza in giuria dello stesso Niemeyer.

La pianificazione di Lucio Costa si basava su un asse principale, caratteristico dei progetti di Le Corbusier, attraversato da un altro asse di forma curva, in modo da formare una figura simile ad un aereo o ad un uccello in pieno volo. Parallelamente a quest’ultima si affiancano numerose altre arterie secondarie, lungo le quali si distribuiscono le sedi delle istituzioni pubbliche, le abitazioni, gli edifici commerciali e altri sevizi, creando due aree longitudinali simmetriche rispetto all’Asse Monumentale, dette Ala Sud e Ala Nord.

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Brasilia

L’Asse Monumentale conduce, superate le quinte dei ministeri che si susseguono regolari e uguali a destra e a sinistra, sino alla Piazza dei Tre Poteri ed al Palazzo del Congresso.

La concezione scenografica dello spazio di Niemeyer, in relazione ai monumenti della città che verranno poi inseriti nel Piano Pilota di Lucio Costa riflettono una prospettiva Le Corbuseriana.

Le priorità di sviluppo del Presidente valorizzavano la velocità del tipo futurista a scapito dei pedestri. L’automobile è l’elemento centrale della città. I viali a più corsie di Brasilia ricordano le piste di corsa, e le creazioni architettoniche di Niemeyer fanno uso cosciente della metafora del volo., enfatizzando una magica assenza di peso che aveva come obiettivo quello di simbolizzare il miracolo del progresso nazionale brasiliano della capitale Brasilia.

Le strutture di Niemeyer riflettono perciò la sua rivalsa contro le norme strutturali, e allo stesso tempo il suo interesse nel creare nuove forme, di grande effetto scultoreo.

PALÁCIO DA ALVORADA

Il Palácio da Alvorada, residenza del presidente e primo palazzo realizzato nella capitale, mostra già il primo paradosso: la sua forma innovatrice è il prodotto dell’elaborazione di un nuovo elemento parabolico e strutturale che, in realtà, strutturale non è.

Il colonnato curvilineo del palazzo non è costituito assolutamente da vere colonne, ma costituisce un’arcata parabolica rovesciata, supportata da archi che salgono dal basso verso l’alto e che toccano appena il suolo. La facciata, in questo modo, sorge elegantemente senza peso, privando così il materiale di cui è costituita, il cemento armato, della sua caratteristica pesantezza. Il volume principale dell’edificio, una scatola di vetro posizionata tra due solai uniti dall’arcata, sembra fluttuare sopra lo specchio d’acqua posto di fronte al palazzo. Ma questa è solo un’illusione: il volume è saldamente ancorato, fissato attraverso una solida base nascosta dal colonnato stesso, che copre anche i supporti interni ed esterni dei solai.

Lo spazio illusionistico creato da Niemeyer si completa col riflesso della facciata ancora nello specchio d’acqua, nel quale l’arcata invertita è restituita alla sua posizione naturale. Ci troviamo di fronte ad una interpretazione creativa del tema strutturale dell’arcata classica che qui si trasforma in una serie di parabole capovolte con poco, o addirittura nessuna funzione strutturale. Ciò riflette l’atteggiamento che potremo definire surrealista di Niemeyer in relazione alla classicità e alle convenzionalità.

Gli spazi che si creano all’interno, ma anche attorno alle sue opere, evocano la possibilità di una redenzione spirituale dell’uomo attraverso immagini oniriche, eteree e fluide. Voli di fantasia formale, concepiti in termini scenografici monumentali, divennero la base sulla quale Niemeyer organizzò la sua sintesi tra surrealismo, classicismo e barocco.

PALÁCIO DO PLANALTO E SUPREMO TRIBUNAL FEDERAL

Le leggerissime strutture dei palazzi del governo che sembrano sfiorare appena il suolo devono essere interpretate come metafora della modernità e dell’elevazione spirituale dell’umanità.

Prendendo come modello il tempio greco, Niemeyer disegnò il Palácio do Planato e il Supremo Tribunale Federale seguendo alcune considerazioni di fondo:

Visualizzavo i palazzi con grande ricchezza di forme, sogni e poesia, con l’intento di sorprendere i visitatori con la loro leggerezza e la libertà delle forme; forme che non erano fissate rigidamente a terra, ma che sollevassero il Palazzo come fosse sospeso, bianco ed etereo.

[Apud Noema Eveson, Two Brazilian Capitals: Arquitetura e Urbanism in Rio de Janeiro and Brasilia, New Haven e Londres, Yale Universi ty Press, 1973, p. 204 ]

I due palazzi delimitano la Piazza dei tre Poteri, e in essi Niemeyer adottò lo stesso principio progettuale del Palácio d Alvorada: un volume racchiuso da una cassa di vetro, più basso della copertura vera e propria, circondando da una galleria. Il marmo bianco costituisce il rivestimento principale. Dall’esterno sono visibili chiaramente quattro piani, in dialogo costante interno-esterno, a cui bisogna aggiungere i vari piani del sottosuolo e gli annessi.

L’elemento caratterizzante dei palazzi sono le sequenze delle colonne, il cui disegno è una variante di quelle dell’Alvorada, anche se, in questo caso specifico, sono disposte trasversalmente al corpo dell’edificio.

PALÁCIO DO CONGRESO

Il complesso, potremo dire futurista, del Congresso Nazionale, con le sue fantastiche inversioni formali di figure concave, convesse e rettilinee dichiara il suo significato simbolico dialogando e confrontandosi attraverso le sue forme provocatorie con quelle lineari regolari e rigide tipiche dello Stile Internazionale e caratteristiche degli edifici ministeriali allineati lungo l’Asse Monumentale.

Il Palazzo chiude la Spianata dei Ministeri e costituisce il filtro tra questa e la Piazza dei Tre Poteri, sicuramente rappresenta la più prominente tra le opere di Niemeyer  tra il 1957 e 1959. Il Congresso comprende, nei suoi 300 milioni di mq di costruito, la Camera dei Deputati a sud, il Senato Federale, a nord. La concezione plastica del Congresso Nazionale è un esercizio nella ricerca dell’equilibrio, tanto tra la piattaforma orizzontale e i due volumi annessi che spiccano sopra di essa, quanto tra il corpo relativamente basso e e le due torri verticali di 27 piani che contengono gli uffici amministrativi. Il risultato è una composizione asimmetrica di grande audacia, nella quale emergono la grande cupola invertita della Camera, e la piccola cupola sopra il Senato.

A questo corpo centrale, attraverso gallerie, corridoi ecc., sono stati affiancati più annessi, che hanno così provocato un ampliamento del palazzo.

Come complemento per l’architettura, il Congresso Nazionale possiede una grande concentrazione di opere di grande valore artistico tra i quali murales, pannelli, sculture e tappezzerie.

MINISTÉRIO DA JUSTIÇA E MINISTÉRIO DAS RELAÇŌES EXTERIORES

Sicuramente gli edifici più importanti tra quelli ministeriali sono il Palazzo del Ministério da Justiça e quello del Ministério das Relações Exteriores, nei quali viene riadattato il tema classico del Palazzo, che da dignità alle loro funzioni e permette che emergono nella gerarchia spaziale di Brasilia.

Il Palazzo Itamaraty, sede del Ministério das Relações Exteriores

Niemeyer osò, anche qui, uno schema a cassa di vetro circondata da colonne. Archi pieni retti da colonne slanciate formano la struttura che, in questo caso, non fu dipinta di bianco né rivestito di marmo. Le casseformi per modellare la struttura furono create con assi di legno che risultano nela textur caratteristica del cemento armato lasciato a vista, tipico dell’architettura brutalista, colorato solo con di leggera tinta ocra. La struttura circonda per tutto il perimetro la scatola vitrea, che definisce un volume regolare a pianta quadrata che si propone come elemento autonomo. Il volume in questione ha un’altezza inferiore rispetto al portico, accogliendo un terrazzo-giardino.

Il palazzo è circondato da uno specchio d’acqua, che crea un forte distacco tra l’edificio e la spianata, effetto accentuato dalle passerelle di accesso alle sue entrate. L’acqua e la vegetazione di tipo amazzonico contribuiscono inoltre a combattere il clima arido della capitale e enfatizzando ancor più la plasticità dell’architettura, grazie al riflesso delle arcate nell’acqua.

AL fine di ottenere grandi spazi liberi senza obbligo di creare appoggi intermedi, Niemeyer scelse di creare tre pareti strutturali di cemento che corrono parallele e sono responsabili del sostegno dell’edificio.

Al piano terra le pareti furono oggetto di pannelli in marmo che conferirono ritmo e interesse, senza però mai togliere l’attenzione dall’elegante spazio del grande salone. Dotato di una grande scala elicoidale, il Palazzo presenta un trattamento singolare e un so nuovo della struttura del cemento armato, sfruttandone la texture e i colore naturale.

La Sede do Ministério da Justiça presenta una volumetria e una soluzione strutturale simile a quella del Palazzo Itamaraty e il riscorso agli archi, anche se, in questo caso, solo nelle facciate anteriore e posteriore.

Oltre allo specchio d’acqua creato attorno all’edificio, nella facciata principale fu adottata una soluzione molto originale: lastre curve di cemento tra le colonne permettono piccole  costate d’acqua, che si interrompono solo sopra la passerella che unisce la spianata all’entrata del palazzo. Le facciate laterali invece sono formate da lamine verticali di cemento che creano quindi un ritmo irregolare ma interessante.

 

CATTEDRALE

L’arte di Niemeyer, specialmente a Brasilia, si caratterizza grazie ad una costante ricerca di eternità che si contrapponga alla trasformazione e alla dissoluzione. Niemeyer lamenta l’assurda tragedia dell’esistenza umana. Le sue uniche certezze sono la mortalità e la necessità di creare un’architettura eroica, permanente e poetica.

Questo sforzo trova la sua massima espressione della Cattedrale della città.

In questa opera, Niemeyer riesce a riunire l’unità della forma, del volume, della struttura e il simbolismo religioso. La “copertura” a più punte ha una funzione simbolica quasi a ricordare la corona della Regina dei Cieli e la Corona di Spine di Cristo. Sedici nervature di cemento di settanta metri di diametro e, in cima, solamente da un sottile solaio sempre di cemento, si estendono verso il cielo quasi a imitare la fede dei credenti che si eleva verso l’alto.

Il volume e lo spazio così definiti delle nervature e dai pannelli di vetro posti tra esse si caratterizzano per una notevole grazia e purezza, e sono il perfetto risultato del tentativo di Niemeyer di rievocare la magia strutturale e il potere spirituale delle cattedrali gotiche.

La navata principale, seguendo la forma di questa struttura circolare, è un grande spazio libero dominato da una luce che filtra attraverso le grandi vetrate.

La soluzione del problema di come risolvere il legame tra lo scheletro con l’edificio propriamente detto costituì la massima più audace di Niemeyer: “quando la struttura è pronta, l’edifcio è concluso”.

Ma la magia della cattedrale non è solo strutturale, ma anche spaziale e tecnica.

L’entrata, attraverso una rampa in pendenza affiancata da statue di apostoli creati da Alfredo Ceschiatti, fu progettata da Niemeyer con l’intento di accentuare il contrasto tra l’ombra del passaggio sottoterra e la luce immensa che si apre nel santuario, creando un percorso architettonico che crea un parallelo con il percorso dell’anima umana verso il cammino della redenzione. La cattedrale riflette la concezione che Niemeyer ha dell’architettura come strumento utopico per elevare spiritualmente le masse attraverso il gioco della luce sopra alle forme e l’interpretazione dello spazio grazie ad una struttura magica.

Nel 1970 fu realizzato il tamponamento in vetro trasparente sorretto da una discreta struttura in acciaio.

Negli anni ’80 le strutture furono rivestite con una tintura bianca e venne realizzato un nuovo pannello decorativo in vetro che sostituì gli originali.

 

INFO BRASILE

Per informazioni più generali su Rio oggi, suggerimenti per organizzare un viaggio nella città carioca, consigli e qualche segreto per cogliere l’anima della città vi rimando a questo articolo: Rio de Janeiro cidade maravilhosa (?)

Altri articoli sul Brasile: Lettera ad un Paese lindo e bagunçado – Brasil e Lettera ad un Paese lindo e bagunçado – Brasil 2

Per chi volesse approfondire o organizzare in generale un viaggio in Brasile vi lascio la pagina in cui ho raccolto tutti i link delle 20 puntate (da 6 minuti) andate in onda sul Kilimangiaro nel 2015/2016 che raccontano il viaggio mio e di Simone durato 5 mesi in Brasile: COUCHSURFERS BRASILE – TUTTE LE PUNTATE

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