senza parole

Oggi come il 13 novembre scorso, come tutti gli altri giorni in cui incredula ho letto notizie agghiaccianti, oggi per Nizza, ma ieri anche per Bruxelles, per Istanbul, Bagdad, Dacca, Orlando, ma anche per Aleppo, Il Cairo, per il Mare Mediterraneo e le sue acque che troppo hanno visto. Davanti a questo mondo rimango senza parole.

Senza parole, è il primo pensiero… o forse sono troppe quelle che affollano la mente e il cuore…
parole di rabbia,
paura,
profonda tristezza,
parole di scusa per quelli che hanno subito “al posto nostro”, perchè lì potevamo esserci tutti, perchè è una questione di puro caso,
parole di conforto, parole di amore, parole di speranza… perchè nonostante tutto bisogna trovare la forza di non cedere all’orrore, di non diventare parte di esso.
ma come è possibile?
come si fa ad avere ancora fiducia in un genere umano così marcio al suo interno? così completamente disumano? così accecato dalla cattiveria e dalla violenza?
Non esistono religioni, non esiste storia, non esiste etnia né cultura che possa giustificare quello che stiamo vivendo, che possa dividere il mondo in buoni e cattivi, non è possibile.
Se sono stati fatti degli errori, se esistono reali ingiustizie è giusto ammetterle e non chiudere gli occhi,
ma noi, SPECIE “SUPERIORE” tra gli esseri viventi su questa terra (non è così che ci piace tanto definirci?), dovremmo aver avuto il tempo e i mezzi per evolverci, per trovare altre soluzioni.

E invece continuano ad esistere persone disumane… persone che purtroppo non dovrebbero fare parte di questo mondo, perchè non rispondono a nessuna logica, a nessun sistema naturale, a nessun sentimento, se non all’odio.

Però ci sono anche persone umane, persone in cui credere, avere fiducia, persone per cui vale la pena ancora avere speranza.
E in momenti come questi mi affido a questo pensiero, al ricordo, alle emozioni passate, alla sorpresa e alla gioia di quando, davanti a te, riconosci un altro, “diverso”, ma uguale per valori e umanità, pronto ad allungare una mano per aiutarti, per condividere, per insegnarti, per farti crescere indipendentemente da chi tu sia e da dove tu venga,
una persona come te che con un sorriso spontaneo cancella distanze, colori, cultura, età e ti lascia vedere solo quello che serve: due PERSONE che si rispettano. Ho bisogno di sentire forte che esistono ancora persone umane… e sentirmi parte di esse.
Oggi non prego nessun dio, prego le persone…sperando nel miracolo dell’umanità!

Sono parole e pensieri che risalgono al triste venerdì di Parigi, qualche mese fa… buttate giù come sfogo, per prendere fiato, per non farmi assalire dall’ansia e dal terrore. Sono pensieri che non mi hanno più abbandonato, tra paura e speranza.

Non possiamo cedere alla paura! E la speranza che nella maggior parte di noi qualcosa si salvi, che una piccola luce di umanità non svanisca, non voglio abbandonarla.

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