NEI DINTORNI DI REYKJAVÍK: KRÝSUVÍK, GUNNUHVER, BLUE LAGOON E LA FORZA GEOTERMALE

A Reykjavík abbiamo conosciuto Bergthor.

islanda 2018-248

Simone, Bergthor, Lukas e io. Reykjavik

Un signore gentilissimo che abita da solo con il suo cagnolino Lukas e la sua gatta. Con Bergthor abbiamo trascorso due piacevoli serate chiacchierando della cultura Islandese, della loro lingua, e della bellezza della notte invernale che non finisce mai. Mi ha detto una cosa che mi ha colpito tantissimo: “L’inverno, qui in Islanda, non è come tutti credono. Non è nero e buio, perchè anche una notte senza fine può essere piena di luce”.

Bergthor ci ha suggerito di fare un giro nella penisola a sud della Capitale (la penisola di Reykjanes) e così un sabato pomeriggio siamo partiti da Reykjavík con destinazione Krýsuvík, attraversando paesaggi che io definirei marziani, così estremi, così alienanti che sembrano appartenere ad un altro pianeta. Bianco del cielo e della neve, ma anche nero della pietra lavica e verde, a volte brillante, a volte brullo, del muschio che la ricopre. L’Islanda è un quadro bellissimo e colorato che nessun pittore saprebbe mai dipingere.

Krýsuvík è un’interessante area geotermale nella penisola di Reykjanes, è uno dei maggiori punti caldi del paese, posta nel mezzo della dorsale medio-atlantica. Grazie ad un sistema di passerelle è possibile passeggiare tra le sorgenti solfuree senza pericolo. Qui la temperatura, appena sotto la superficie, arriva a 200°C e l’acqua è bollente quando emerge. La terra e il fango che gorgoglia nella fumarole assumono colori vivaci, quasi iridescenti , dipingendo il paesaggio di arcobaleno.

Da Krýsuvík ci siamo poi diretti a Gunnuhver, geothermal hot spring.

La strada conduce fino al Reykjanes Lighthouse e da lì, in pochi metri, si arriva al parcheggio. Il breve percorso a piedi, anche qui su passerella, permette di ammirare una delle fumarole più potenti che abbia mai visto.

Le solfatare e le fumarole di questa zona si formano dove il vapore dell’acqua bollente del serbatoio geotermico si condensa e si mescola con l’acqua superficiale. I gas come l’anidride carbonica e l’idrogeno solforato rendono l’acqua acida. Ciò causa un’alterazione della roccia lavica che diventa argilla.

Si narra che il nome di quest’area derivi da quello di un fantasma. Secondo la leggenda, Gudrun Onundardottir (chiamata Gunna), nome che compare realmente nel censimento del 1703, abitava in un piccolo podere vicino a Kirkjabol, di proprietà dell’avvocato Vilhjamur Jonson. Quando Gunna non riuscì a pagare l’affitto, Vilhjamur decise di portarle via l’unico oggetto che lei possedeva: una ciotola per cucinare. Questo gesto fece impazzire Gunna e dopo poco morì. Lungo il percorso verso il cimitero, gli uomini che sorreggevano la bara si accorsero che il peso di quest’ultima diventava velocemente sempre più leggero, in maniera molto strana. Mentre scavavano la fossa la gente presente udì una voce gridare “non serve scavare una fossa più profonda, non ho intenzione di sdraiarmi lì dentroi” e chiaramente era Gunna a parlare, nelle sembianze di uno spettro pieno di odio. La notte seguente il corpo senza vita di Vilhjamur fu trovato nella brughiera con le ossa rotte. Era certamente la vendetta di Gunna. Da quel momento tutti gli abitanti della penisola vennero perseguitati, e la notte seguente morì anche la moglie di  Vilhjamur, alcune persone morirono e altre impazzirono dopo aver visto il fantasma di Gunna. Alcuni uomini allora decisero di chiamare in soccorso il pastore Eirikur, note stregone della zona. Eirikur diede loro un gomitolo di lana: se Gunna avesse preso uno dei capi del gomitolo sarebbe rotolata e rimasta in un luogo dal quale non avrebbe più potuto fare alcun male. Quanto predetto da Eirikur accadde, e Gunna cadde in una fossa che per questo prese il nome di Gunnuhver.  Esistono persone, di solito chiaroveggenti, che hanno visto Gunna correre inseguendo il gomitolo, e se ascolti bene anche tu puoi sentire il suo sospiro quando sta per cadere.

Gunnunhver è un luogo ancora poco conosciuto e fuori dalle rotte turistiche principali. Non ci sono molti i turisti ed è davvero possibile ascoltare a lungo il sospiro disperato del fumo che con violenza fuoriesce dalla terra e per molti metri si dimena nell’aria. Sarà forse Gunna?

Nel paesaggio (purtroppo) circostante spiccano numerose centrali geotermali che impattano visivamente sul paesaggio ma che hanno per l’Islanda una funzione fondamentale.

“La geotermia è la fortuna energetica dell’Islanda, dove l’85% delle case è riscaldato con questa fonte energetica. La grande isola del nord Atlantico basa l’intera sua esistenza sul naturale equilibrio tra la presenza di acqua calda in profondità e l’atmosfera esterna sotto zero.” (wikipedia)

“Oggi la totalità dellenergia elettrica che serve i centri abitati, viene prodotta all’ interno delle centrali geotermiche. Le grandi masse di vapori presenti nel sottosuolo sono una caratteristica tipica islandese. Questa enorme massa gassosa oltre a costituire una particolarità dell’ambiente e del panorama (fumarole e pozze calde sono una costante su gran parte del territorio islandese) rappresenta per gli islandesi uninesauribile fonte energetica illimitata. La totalità dellenergia elettrica che serve i centri abitati viene prodotta all’ interno delle centrali geotermiche, enormi impianti per la conversione del vapore in elettricità. Ma non solo, la stessa acqua calda che proviene da tali riserve viene direttamente convogliata in impianti di distribuzione e portata direttamente nelle case dei cittadini per tutti gli usi abituali. Si può infatti facilmente constatare che l’ acqua che esce direttamente dai rubinetti e che viene utilizzata per usi igienici o alimentari possiede un leggero odore di zolfo. Sarà questa la ragione della pelle tanto bianca e vellutata della popolazione Islandese? E’ comunque certo che dall’inizio del suo sfruttamento questa fonte energetica ha rappresentato una ricchezza inestimabile per il progresso e l’ economia dell’intero paese.” (fonte)

L’unico svantaggio? L’odore di uova bollite (o marce) che si sente non solo presso le aree geotermali, ma anche dall’acqua del rubinetto di casa, in cucina e in bagno. Per chi non è abituato, svegliarsi la mattina e sciacquarsi bocca e viso con l’acqua che deriva direttamente da sorgenti sotterranee può essere poco piacevole. Comunque dopo un po’ ci si abitua (io all’inizio facevo fatica a lavarmi i denti). Solo una cosa: l’acqua è di base ustionante. L’acqua calda scende più copiosa e rapidamente di quella fredda… quindi fate attenzione.

Tornando verso Reykajvik non potevamo non passare ad ammirare le meravigliose piscine della Blue Lagoon. Abbiamo parcheggiato l’auto nel parcheggio del centro termale e passeggiando al tramonto tra le acque azzurrissime di silicio delle vasche esterne al centro (non balneabili). Vi rimando a questo link per maggiori informazioni ed impressioni sulla Blue Lagoon e sugli altri centri termali del Paese.

QUANTO STARE: Noi l’intero giro della penisola lo abbiamo fatto in un pomeriggio. Se decidete di fermarvi anche alla Blue Lagoon potete fermarmi per la sera o arrivare in mattinata.

DOVE DORMIRE: Questa zona può essere facilmente raggiunta dalla capitale

Qui trovate l’elenco completo di tutti gli itinerari e i rispettivi link: In Islanda lungo la Hringvegur (Strada 1) e alcuni consigli su come organizzare viaggio e valigia: Islanda – istruzioni di viaggio – organizzare da zero un viaggio in Islanda in inverno

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3 risposte a “NEI DINTORNI DI REYKJAVÍK: KRÝSUVÍK, GUNNUHVER, BLUE LAGOON E LA FORZA GEOTERMALE

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