a Marradi, tra monti e fiumi

Ho scoperto gli Appennini, e ancora una volta mi stupisco e mi rallegro di quanto sia facile trovare luoghi meravigliosi a due passi da casa.

Queste ultime settimane sono state veramente intense, un po’ pesanti, e il mio umore ne ha risentito parecchio, quindi ho deciso che una fuga nella natura potesse essere la soluzione ideale…e avevo ragione. Mi sono informata un po’ su diversi siti, cercando di capire quali fossero le zone più interessanti vicine alla mia città, per questo mi sono concentrata sull’Emilia Romagna (Per info: “Le cascate più belle dell’Emilia Romagna 1” e  “Le cascate più belle dell’Emilia Romagna 2“). Ci sono davvero tantissimi luoghi spettacolari, ma tra tutti abbiamo scelto Moraduccio.

Per dormire a noi piace cercare su airbnb e anche questa volta siamo stati fortunati. La casa, completamente circondata dal verde, tra boschi e campi sui pendii delle colline, si trova a Marradi. Juri, il proprietario, ci vive con la sua famiglia: moglie e tre figli, oltre a due cani, un gatto, un cinghiale (addomesticato) e due asinelli. Il Casolare è completamente ristrutturato: è un’abitazione tipica rurale, molto rustica ma ordinata e tenuta benissimo. La stanza, con bagno privato, è stata ristrutturata di recente: è spaziosa, accogliente, semplice ma molto bella, silenziosa e autonoma rispetto al resto della casa. Uscendo ci si trova subito nel giardino (che forse è più un parco) che è davvero un toccasana per la vista e lo spirito… l’abbiamo sfruttato poco perchè siamo stati sempre in giro, ma due chiacchiere con Juri rilassati guardando i monti ce le siamo concesse! Juri e tutta la sua famiglia sono stati padroni di casa eccellenti: discreti, ma disponibilissimi e super gentili. La colazione la preparano loro e viene servita nel giardino. Ci hanno raccontato molto della zona, dando numerose informazioni sui luoghi da visitare e sui posti dove mangiare, raccontandoci un po’ di come si vive in mezzo ai monti… isolati, è vero, ma guadagnando ogni giorni tempo, natura, relax, serenità. Peccato essere rimasti solo due giorni!

 

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a casa di Juri, il fienile (foto: Anna Luciani)

Marradi, città famosa per le castagne, e che vede il massimo della vitalità nel mese di ottobre, non è vicinissima a Moraduccio, ma è un paesino da cui è possibile accedere a diversi fiumi balneabili. Vicinissimo c’è il Lamone, ma con un’oretta di auto si arriva anche a:

  • San Benedetto in Alpe (e quindi Acquacheta e i Gorgoni), verso sud-est
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da Marradi a San Bendetto in Alpe

  • Moraduccio, ad ovest
Schermata 2016-08-29 alle 13.57.18

da Marradi a Moraduccio

Il viaggio merita: si attraversano le foreste casentinesi godendo di un paesaggio davvero splendido!

Siamo arrivati la sera, e dopo aver conosciuto i padroni di casa e aver chiacchierato un po’,  su consiglio di Juri siamo andati a cena alla Trattoria Croce Daniele , un buon posto, sul cucuzzolo di una collina sopra San Martino (Brisighella). Cucina genuina e casereccia, si mangia in una terrazza con “vista Romagna”. A noi è piaciuto molto, soprattutto quando abbiamo scoperto che avevano anche la carta dei vini, oltre quello della casa!

L’indomani abbiamo deciso di partire per Moraduccio. Abbiamo fatto i panini dopo una buona colazione preparata da Juri (che fa il fornaio) e servita dai suoi bimbi, educatissimi, e siamo partiti attraversando i monti, passando per Palazzuolo sul Senio, un gioiellino tra le foreste casentinesi.

 

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Parco Nazionale Foreste Casentinesi da Marradi a Moraduccio (foto: Anna Luciani)

Arrivati al fiume i posti in cui scendere sono diversi. Il trucco, per quelli come noi che non conoscono le zone, è vedere dove hanno parcheggiato gli altri. Auto ferme sul bordo della strada indicano sentieri per il fiume e zone fruibili sulle sponde. Noi siamo arrivati fino al ristorante/bar “la Cascata”, un posto fuori dal tempo, fermo a 60 anni fa, davanti al quale c’è un comodo parcheggio. Poco oltre, in direzione toscana, si può scendere a destra con l’auto e parcheggiare in un altro piazzale, più ampio e vicino al fiume.

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Fiume Santerno, Moraduccio (foto: Anna Luciani)

Da lì a due passi si arriva alla cascata, un po’ secca nel mese di agosto, ma comunque molto bella. Poi per stendersi c’è l’imbarazzo della scelta. Il fiume non è fondo dappertutto, ma l’acqua è calda. Sono molte le pietre piatte per sdraiarsi e prendere il sole e ogni scusa è buona per bagnarsi e godere del refrigerio dell’acqua limpida!

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Fiume Santerno, Moraduccio, Cascata (foto: Anna Luciani)

I più attrezzati erano muniti di materassini (che sui sassi tornano utili), tende, sdraio, scarpine per scogli… tutte cose molto utili. Ma anche due improvvisati come Simone ed io possono godersi la giornata. Un unico consiglio: magari le scarpe a tennis non sono necessarie ma aiutano se si cammina un po’ lungo il letto del fiume. Inoltre, se avete una stuoia potrebbe essere comoda per sdraiarsi sulle rocce. Per il resto… qualcosa da bere, da mangiare, un telo, un paio di ciabatte o scarpette da scogli e la crema solare.

 

La sera, tornando, abbiamo deciso di cambiare strada, passando per Castel del Rio, Fontanelice, Casola Valsenio e Fognano. La zona è bellissima, ogni paesino un luogo in cui fermarsi e i fiumi sono uno più invitante dell’altro, forse abbiamo allungato un po’ il tragitto ma ne è valsa la pena.

A cena abbiamo seguito un altro consiglio di Juri e siamo stati al Casolare Marradi. Noi ci siamo presentati sporchi da “spiaggia”, mentre il ristorante è un casolare ristrutturato di recente, elegante (senza eccessi), circondato da un bel parco, e con una cucina squisita! Nonostante il nostro aspetto, decoroso anche se un po’ trasandato, ci hanno accolto con grande gentilezza, quasi fossimo ospiti amici del padrone di casa e servito una cena molto gratificante!

Dopo una dormita rigenerante l’indomani, lunedì, abbiamo deciso di esplorare il fiume locale, il Lamone. I nostri ospiti ci hanno consigliato alcune tappe tra le più belle.

La Frera, in prossimità di un vecchio mulino e sovrastata dalla linea ferroviaria Faenza – Firenze (un viaggio in treno che da solo merita lo spostamento. Lo consiglio a chiunque non l’abbia mai percorso: il trenino regionale attraversa gli Appennini regalando panorami e viste incredibili e mozzafiato. Varrebbe la pena anche solo arrivare a Firenze e tornare indietro senza scendere … scherzo… però provare per credere!).

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La Frera, fiume Lamone Il vecchio mulino (foto: Anna Luciani)

La zona rimane un po’ in ombra, non c’era proprio modo di fare il bagno, anche perchè l’acqua era gelata, però il posto è incredibile: rilassante e bellissimo.

Nel pomeriggio abbiamo deciso di spostarci, risalendo con l’auto il fiume lungo la via Feantina

Poco Prima di Crespino del Lamone, venendo da Marradi, sulla sinistra si trovano alcune costruzioni (vecchie centrali ?), tra cui un’abitazione. Subito prima del ponte della ferrovia, a sinistra c’è un ampio spiazzo per parcheggiare e scendere al fiume seguendo i percorsi in mezzo al verde. Chiamano questo posto Valbura.

 

Dopo aver parcheggiato abbiamo superato una piccola centrale, seguendo il percorso sulla sinistra che ci ha portato in mezzo al bosco. Scavalcando la protezione di legno si scende verso il fiume, che a salti scende formando delle belle cascate. Acqua freddissima, tanto verde attorno, il luogo ideale per trascorrere un pomeriggio in pieno relax!

valbura 3

Valbura, fiume Lamone (foto: Anna Luciani)

E’ tempo di tornare verso casa, in un’oretta e mezza siamo a Ferrara, felici delle belle giornate trascorse, lontano dallo stress cittadino. Due giorni in cui il tempo sembra essersi rallentato, e noi con lui.

Torneremo presto. Promesso!

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