il nord di Sydney, Steve e il nuoto

6 e 7 ottobre

Steve è il primo “vero”Couch di questo viaggio, ovvero contattato tramite la piattaforma couchsurfing.com.

Ci ha colpito per le numerose esperienze fatte, ospitando e viaggiando, e per il fatto di essere una persona super attiva in ambito sportivo: per una serie di coincidenze si è ritrovato nel mondo del nuoto agonistico e olimpionico. Abbiamo girato insieme in lungo e in largo tra spiagge, piscine nascoste, parchi… è stato un ospite davvero eccezionale: disponibile, presente, coinvolgente, simpatico!

Steve vive a Cremorne point, una zona residenziale di lusso nella north Sydney e grazie a lui finalmente abbiamo lasciato le spiagge del sud per esplorare un po’ la zona nord.

Da  Bondi, zona sud, a Cremornepoint, zona nord, ci abbiamo messo circa 40 minuti. Steve è venuto a prenderci alla fermata del traghetto e insieme abbiamo fatto due passi al tramonto nel parco che costeggia la riva interna del quartiere affacciata sull’Harbour Bridge. Nascosto dagli alberi e dalle piante ci ha mostrato un sentiero che conduce ad una piccola piscina di acqua salata sul mare, pubblica, gratuita, conosciuta solo dai residenti ma che può essere frequentata da chiunque… e varrebbe la pena trascorrerci un’intera giornata. La vista è incredibile e la tranquillità garantita. Poche persone per un piccolo angolo di paradiso.

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Maccullum pool Cremorne Point (foto: Pinterest – Image by dicktay2000 via Creative Commons)

Passeggiando ci ha raccontato un po’ sua sua vita, dall’attività di business man per una banca americana, alla laurea in psicologia, e poi alla gestione di una delle principali riviste sportive del paese “SPORT”, che lo ha portato ad avvicinarsi al nuoto agonistico e olimpionico. Anni trascorsi a seguire nuotatori, come manager e come giornalista. Ora continua a frequentare quel mondo, ma per hobby e per lavoro si dedica alla fotografia. Una persona poliedrica ed interessante.

A cena ci ha portato in una buona pizzeria, offrendoci dalla sua cantina (una vera e propria collezione di bottiglie da tutto il mondo), un buon vino australiano: Sparkling Shiraz 2012, BEST’S. Un’usanza geniale, qui a Sydney, e che proporrei di esportare almeno da noi se non in tutto il mondo, è quella di lasciare la libertà ai clienti dei ristornati di portarsi le proprie bottiglie da casa. Alcuni ristoranti fanno pagare 20 dollari (i più costosi), altri solo 2, la maggior parte nulla. Secondo me è una bella idea.

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Steve e Simone

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La vista dalla nostra stanza a casa di Steve. Sydney da Cremorne Ponit (foto: Anna Luciani)

La mattina seguente ci siamo svegliati presto: Steve ha l’abitudine di farsi una nuotata a Balmoral Beach, la spiaggia di uno dei quartiere a nord che, per rendere l’idea, definirei californiano, viste le ville. Molte sono antiche ville di fine 1800/inizio 1900 restaurate con gusto, altre sono modernissime. Il vincolo interessa solo gli edifici più vecchi, ma vista la rendita e l’aumento di valore esponenziale nel giro di pochi anni di ogni singola casa qui a Sydney, è raro non trovare qualcuno disposto a restaurare anche gli edifici più antichi. (Purtroppo, considerazione prettamente personale) spesso sono i cinesi ad investire con liquidità inimmaginabili. Si parla di ville che vanno dai 2.000.000 ai 15.000.000 (milioni, avete letto bene) di dollari australiani.

Detto ciò, concentriamoci sulle spiagge: il mare è di una trasperenza e di un colore incredibile, tanto che decido di seguire Steve nella sua nuotata! Entro in acqua con l’entusiasmo di una tartaruga appena uscita dall’uovo, e come primo effetto ho perso l’uso degli arti e ho iniziato a muovermi in maniera sconnessa, poi i polmoni hanno smesso di funzionare, credevo di morire soffocata! e tutto per il freddo, a cui non sono proprio abituata. Non appena ho ricominciato a muovermi in modo da sopravvivere all’annegamento, la mia mente ha pensato bene di concentrarsi su a serpenti, meduse, squali, con la consapevolezza che non avrei avuto la forza di scappare, neanche di provarci, se me ne fossi trovata uno davanti! Diciamo che come prima nuotata è stata traumatizzante, ma una volta arrivata alla riva opposta la soddisfazione e il benessere psicofisico non mi hanno più lasciata! La circolazione è ripartita come mai prima di quel momento, e io mi sentivo un’eroina… lo so… non c’era motivo! ma sono soddisfazioni!

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Balmoral Beach (foto: Anna Luciani)

Il resto della mattinata l’abbiamo trascorso percorrendo la strada litoranea verso nord, fino alla spiaggia di Manly, la più settentrionale in città. L’intero quartiere è immerso in un’atmosfera vacanziera: l’abitato vanta un doppio affaccio su mare: interno alla baia ed esterno, verso l’oceano. Le spiagge a nord est e sud ovest sono vicinissime: a piedi, percorrendo strade piene di negozi e locali ci vorrà al massimo un quarto d’ora. Qui tutta la costa è una grande riserva naturale, l’acqua è meravigliosa e un sacco di persone fanno snorkeling.

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Manly. L’intero tratto di costa è risrerva marina. Simone ed io in versione “non so come ripararmi dal sole!” (foto: di uno sconosciuto)

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Steve, io e Simone a Manly

 

Forse è un po’ troppo turistica per noi, ma l’atmosfera rilassata è contagiosa e mette di buon umore! E passeggiando qua e là si possono fare incontri interessanti (terrificanti) per la strada: i water dragons (lucertoloni lunghi fino a 60 cm con la coda), bruttissimi ma non pericolosi. L’unico reale pericolo è la multa che viene fatta a coloro che hanno la brillante idea di catturarne uno per portarselo a casa: può arrivare fino a 3000 dollari!

Noi ci siamo spostati lungo la costa per tutta la mattina in auto con Steve, ma anche per la zona nord molti sono i sentieri percorribili a piedi: tanti consigliano la passeggiata “Manly to Spit Bridge Walk”

La cosa che mi ha colpito di più però in questa gita con Steve, è stata la sua spiaggia segreta. E’ il posto per lui più bello al mondo, e usciti dal sentiero nascosto tra la vegetazione, quando all’improvviso la vista si apre sull’oceano, abbiamo capito perché! Non svelerò dove si trova, ma credetemi, è una spiaggia bellissima: protetta a monte da alte rocce colorate dal ferro e plasmate dal vento e dal mare, è avvolta dall’azzurro del mare e dall’arancione della scogliera. E’ una spiaggia per nudisti, frequentata da pochissime persone. Un vero angolo di paradiso.

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la spiaggia segreta (foto: Anna Luciani)

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la spiaggia segreta (foto: Anna Luciani)

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la spiaggia segreta (foto: Anna Luciani)

 

Mentre Steve è tornato a casa per lavorare un po’, io e Simone siamo rimasti un po’ a Manly, mangiando due panini all’ombra dei pini sulla spiaggia interna (dimenticavo: tutte le spiagge hanno docce, calde, gratuite, fontanelle di acqua potabile, zona picnic con tavolini e cestiti per la differenziata), poi alle cinque con Steve siamo andati nell’affascinante North Sydney Olympic Pool: la piscina olimpionica ai piedi dell’Harbour Bridge, conosciuta anche come la piscina del Luna Park.

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North Sydney Olympic Pool (foto: Anna Luciani)

La vasca olimpionica all’aperto è del 1935 in stile liberty, qui hanno nuotato tutti i più grandi campioni di nuoto australiani. Certo, è una piscina come tante altre, ma credetemi che nuotare in uno scenario del genere, in compagnia di una persona tanto appassionata per questo sport (Steve), fa la differenza. E’ stata una bellissima esperienza!

INFO: I trasporti pubblici a Sydney sono gestiti da un’unica azienda, la Opal: basta comprare da un qualsiasi tabacchino una carta ricaricabile che si usa all’entrata e all’uscita di ogni mezzo (il prezzo è proporzionale alla distanza percorsa), si possono usare autobus, traghetti (comodissimi per raggiungere la zona nord da quella sud, e viceversa, senza per forza dover attraversare l’Harbour Bridge, evitando così un sacco di traffico), metro e treno. Usando google maps è facilissimo pianificare i percorsi (in auto, a piedi o coi mezzi pubblici), indica la strada più veloce, i mezzi da prendere, le coincidenze… noi lo usiamo molto. Qui nel New South Wales è possibile fare riferimento anche al sito della Opal.

 

consiglio pratico 1: se volete andare alla North Sydney Olympic Pool, la struttura è aperta al pubblico, vale la pena. Per le docce però ricordatevi di procurarvi un gettone per l’acqua calda!

consiglio pratico 2: in Australia non girate e non andate in spiaggia senza una protezione solare adeguata. E quando dico adeguata dico non sotto un SPF 30. Il sole è davvero forte e lo strato di ozono particolarmente sottile. Non è un caso che qui a diffusione di melanoma sia altissima.

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