Regalarsi tempo per le proprie passioni

A me capita, a volte, di entrare in una fase di insofferenza acuta verso quasi tutto.

Il cervello va in confusione, i pensieri si impastano e sbattono l’uno contro l’altro come fossero dentro una betoniera e non ne esco.

Poi capitano week end come quello appena trascorso e ritrovo ossigeno per la mente e per il cuore. Tutto mi sembra improvvisamente più semplice. La betoniera si ferma, il rumore nel cervello sparisce e inizio a vedere i colori più accesi, mi accorgo della bellezza che ho sempre avuto a portata di mano e sono felice.

Qual è l’antidoto?

Semplicemente quello di regalarsi un po’ di tempo per le proprie passioni.

Come per magia, quando l’attenzione si fa più acuta e interessata i nostri sensi sono più pronti a cogliere ciò che abbiamo attorno, le barrire difensive calano e lasciano entrare le novità. Come dicono in tanti, una predisposizione positiva verso la vita attira energia, cose, persone, situazioni positive.

Come per magia si riconoscono molti più sorrisi, torna la voglia di fare, le idee prendono forma e spessore e l’insofferenza di prima appare per ciò che è: una perdita di tempo!

Venerdì sono partita con Simo per un week end fuori porta. Siamo andati a Udine perché avevo sentito parlare molto bene di un corso di scrittura di viaggio organizzato da Claudio Visentin, della Scuola di Viaggio di Lugano, presso lo spazio Oblò di Udine appunto.

Siamo arrivati nel pomeriggio da Daniele e Angela, proprietari della casa dove saremmo rimasti a dormire fino a domenica. Una casa splendida: restaurata e arredata con gusto, molto originale per la disposizione degli spazi, elegante, accogliente e soprattutto originale. Ciò che però ha davvero fatto la differenza nel nostro soggiorno sono stati i padroni di casa: due ragazzi estremamente interessanti, con passioni molto simile alle nostre, con i quali abbiamo trascorso molto tempo a chiacchierare su un po’ di tutto: lavoro, vita privata, viaggi… ritrovandoci, scambiandoci idee, raccontandoci aneddoti interessanti e profondi. Un incontro casuale (?) che ha lasciato il segno.

Il corso, motivo principale di questa gita fuori porta, è stato incredibilmente stimolante. Un gruppo eterogeneo, quasi completamente femminile (anche Angela si è iscritta), guidato da Claudio Visentin,  un professionista, interessante, divertente e coinvolgente che in poco tempo è riuscito ad approfondire tematiche importanti, grazie a riflessioni profonde ma semplici. Ci ha fornito esempi, ci ha dato consigli, e dal confronto di gruppo sono emersi elementi utili per chi ama il viaggio, e soprattutto per chi ama raccontarlo.

Il tutto in uno spazio culturale incredibile fondato da Silvia, custodito nel centro della città, Spazio Oblò. Si tratta di una casa di metà del secolo scorso, un tempo abitazione, moderna, in legno e cemento, silenziosissima, inondata di luce che entra dalle vetrate. L’interno, organizzato in vari ambienti, offre lo spazio ideale per corsi rivolti al “benessere della persona” (declinato in tantissime tematiche e attività diverse).

la casa sull’albero (foto: Anna Luciani). uno degli esercizi fatti durante il corso consisteva nel descrivere in poche righe un luogo di un viaggio a noi particolarmente caro. “Avevo appena aperto gli occhi. La luce dell’alba filtrava tra gli alti alberi di eucalipto e inondava la piccola stanza di legno sospesa tra i rami. Da terra arrivava musica classica. Era la radio pile del padrone di casa: un vecchio tedesco che abitava nel bosco, e quello era il giorno del mio compleanno“.

Se a tutte queste “coincidenze” positive e fortunate aggiungiamo che Udine è davvero un piccolo gioiello nel nord est, stracolma di osterie di alto livello e sempre pronta, ad ogni angolo, ad offrire un buon calice di vino per brindare, abbiamo raggiunto il massimo.

A concludere questo splendido week end, durante il rientro, nel pomeriggio di domenica, abbiamo deciso di fermarci a Venezia.

All’improvviso, senza farci troppa attenzione, pensi che tu, a differenza della maggior parte del resto del mondo, tornando a casa da una gita puoi fermarti a fare due passi in una delle città più belle della Terra, sbadatamente, circondandoti di bellezza elevata all’ennesima potenza. E ti senti fortunata, e anche un po’ sciocca per non averci pensato prima (in realtà ogni volta che vado a Venezia ci penso!).

Parcheggiando con estrema fortuna nel Piazzale Roma, il più vicino alla città, ci siamo fermati un’ora (la sosta costa 4 euro all’ora) giusto per fare due passi al tramonto a zonzo tra calli, campi e canali nella zana S. Croce, S. Polo e Dorsoduro, tra le meno affollate della città.

 

E poi, usufruendo della mezz’ora gratuita, ci siamo concessi un aperitivo “spritz e cicchetti” seduti sue gradini della chiesa, in campo dei Tolentini, al bacaro “Arcicchetti”, mentre il cielo ci faceva rosa, e io mi sentivo felice!

INFO:

dove mangiare a Udine

Seguendo i consigli dei nostri amici Daniele e Angela, noi abbiamo mangiato molto bene in questi due ristoranti:

  • La Ghiacciaia, tradizionale, rustico ma molto bello e di buonissima qualità il cibi. Ecobomico
  • L’Aquila Nera. Ristorante molto elegante, cucina ricercata, di alta qualità. Porzioni abbondanti
  • per la colazione io consiglio Dusci, pasticceria siciliana! (grazie anche a Sara per la dritta)

dove bere a Udine

In via Paolo Sarpi qualsiasi posto vale la pena di essere provato. Quasi sempre anche il vino della casa è di buonissima qualità. Io mi sento di consigliare in particolare “da Michele

 

 

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