Napoli e la cena sul tetto del mondo

La nostra visita a Napoli ci ha permesso di conoscere una città bellissima e persone uniche. Ma non solo. Vi avevo già raccontato di Home Restaurant Napoli (qui il link del sito) ?

Ecco, tutto nasce grazie a Dario e a sua sorella Elisa, ottima ed instancabile chef. Hanno iniziato ad organizzare cene a tema, in casa. Creano un evento su internet proponendo un menù e un contributo per coprire le spese. Chi vuole partecipa iscrivendosi, anche da solo (i posti sono limitati). In questo modo si può approfondire il tema della serata in compagnia di un ospite esperto, oppure semplicemente cenare e conoscere nuove persone. Socializzare e condividere.

Durante il mese che Dario è stato a Napoli ha organizzato con Elisa, aiutati dal sostegno e dall’entusiasmo dei loro genitori, e da tanti amici tra cui Daniele e Michele, che ha messo a disposizione un luogo magico: la terrazza di casa sua (Michetti1), in cima ad un palazzo, in cima al Vomero: immaginate che spettacolo il panorama al tramonto!  ) un evento grandioso: La cena sul tetto del mondo.

Hanno invitato alcune persone, esperte in tematiche e settori diversi, per parlare della propria esperienza personale (umana, professionale, economica ecc.) legate tutte da un filo conduttore: la Sostenibilità.

Sono intervenuti:

  • SOCIALE: Massimiliano Nappi e Andrea Alagia della “Scuola della Pace” che hanno raccontato la loro esperienza a lavoro con i bambini Rom e i ragazzi di Scampia e della Sanità seguendo il principio del “Migliorare l’ambiente, migliora l’individuo”.
  • MUSICA: Maurizio Capone dei “Capone Bungt&Bangt” che ha suonato alcuni dei suoi strumenti musicali realizzati da ciò che consideriamo “spazzatura” ed ha spiegato l’importanza del riuso e del riciclo creativo, non solo nella musica ma come valore dell’esistenza.
  • SESSO&PSICOLOGIA: Melania Di Marino, psicologa che lavora da anni nel campo delle dipendenze, ha condiviso la sua esperienza relativa alla dipendenza dal sesso, tra leggende, fantasie, pregiudizi e complessa realtà.
  • ECONOMIA: Luca Vannetiello di “ArcipelagoScec” che ha illustrato cos’è lo SCEC e l’importanza che ha una moneta complementare per rafforzare, non solo economicamente, una comunità di persone.
  • ARCHITETTURA: Salvatore Cozzolino è un design e ha parlato di “human design”: oggetti che mettono al centro l’uomo e i suoi bisogni ma non il mercato.
  • SPORT: Sara Rumbolo, atleta acrobatica che grazie allo sport ha compreso come “L’Atteggiamento cambia il risultato”.
  • ENERGIA: Rosanna Gerardi ha raccontato come è riuscita a staccarsi dall’enel per utilizzare l’energia fornita dalla cooperativa “ènostra” che garantisce energia 100% da fonti rinnovabili certificate.
  • CHIMICA: Vincenzo Benessere, Dottorato in Chimica Metallorganica ha illustrato la differenza tra sviluppo sostenibile e sostenibilità di un processo attraverso la “Green Chemistry”. Ha parlato di conversione delle biomasse di terza generazione.
  • MEDICINA: Marco De Rosa, giovane medico ha raccontato gli utilizzi della canapa e del perché questa pianta é tanto temuta e demonizzata nel mondo occidentale.
  • VIAGGI: io e Simone
  • ARTE: Angelica de Vito, una giovane pittrice che gestisce un “open space” dedicato all’arte nel cuore di Napoli. La Bottegha ospita pittori, musicisti, fotografi, scrittori e scultori. Ha parlato di come l’arte è alla base per un mondo più umano.

Una cena tra amici (eravamo una cinquantina a dire il vero, e solo pochi, all’inizio, si conoscevano), bevendo vino, mangiando ottimo cibo, e aprendo la mente verso alternative di vita possibili, più umane e più sostenibili.

Se siete curiosi, sulla pagina facebook di Home restaurant Napoli trovate foto e video, qui il link per il canale youtube dove trovate tutti gli interventi (ci siamo anche io e Simone, siamo gli ultimi).

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io e simone a chiusura di una interessantissima serata (foto: Dario Catania)

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foto: Daniele Fiocco

Senza rendermene conto sono dovuta ripartire perchè i giorni erano finiti. Ho salutato Dario che insieme ai suoi amici della Ciclofficina si preparava per un’impresa storica: arrivare da Napoli a Procida in Pedalò a sostegno di un importante messaggio.

Se chi inquina paga, chi non inquina deve essere incentivato e premiato. Facciamo questa impresa per sostenere l’idea di offrire trasporti gratuiti (i traghetti ad esempio) per coloro che utilizzano la bicicletta come mezzo di trasporto. Scegliere la bici significa limitare l’utilizzo dell’automobile contribuendo al benessere ambientale”.

Grazie Dario, perché credi ancora nei sogni e perché ti impegni affinché le cose cambino.

Aver conosciuto Napoli con Dario, la sua famiglia e i suoi amici ci ha sicuramente mostrato uno dei lati migliori della città: persone spettacolari, dal cuore immenso, generose e solari (cosa che credo accomuni la maggior parte dei napoletani, ho avuto più conferme nel corso degli anni), ma anche persone rispettose, del prossimo e della loro città, persone innamorare del golfo in tutta la sua grandezza, bellezza, e storia. Persone che, se avessero potuto, gli incendi attorno alla città li avrebbero spenti a mani nude.

Purtroppo so che Napoli (ma l’Italia in generale) non è solo queste persone.

Purtroppo so che sotto uno spesso strato di bellezza si nasconde, a volte neanche troppo bene, sporcizia, criminalità, ignoranza… ma non è una prerogativa di Napoli, e non era di questo che volevo parlare. Ma è importante conoscere la realtà per quello che è veramente.

Viaggiare significa conoscere, parlare con le persone e capire. Capire quanto c’è di bello, e quanto non funziona, i problemi, le paure e le difficoltà. Essere testimoni anche degli errori è (dovrebbe essere) una garanzia per contribuire al miglioramento: sottolineare e diffondere, condividendo, tutto ciò che c’è di bello, e denunciare ed evitare, nella propria quotidianità, gli errori.

Dario per noi è stato un esempio.

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Dario, io e Simone

 

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Una risposta a “Napoli e la cena sul tetto del mondo

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