Visto per l’Australia. Faccio un salto fuori poi torno! Visti, sponsor e altre follie

24 nov / 08 dic

Vi ricordate la nostra partenza rocambolesca? Vi ricordate Airport Security? Vi ricordate quel piccolo dettaglio burocratico che come una spada di Damocle penzolava sulla nostra testa fin dal primo giorno: il Visto? Avevo promesso di tenervi aggiornati, non tanto per contagiare con l’ansia anche voi, ma per cercare di fornire qualche informazione utile a chi si trovasse in situazioni simili e non sapesse a che santo appigliarsi!

(Foto: Anna Luciani)

Senza un visto valido per l’Australia non ti fanno neppure decollare alla partenza, e se sei là ti rispediscono al mittente per la direttissima. Intendiamoci: è giusto! E ottenere un visto non è così difficile, in particolare per i turisti, ma serve seguire scrupolosamente una procedura specifica al termine della quale il Governo Australiano DECIDE se concederlo a meno.

E questo indipendentemente dal fatto che tu semplicemente voglia farti un giro tra le bellissime spiagge Australiane o abbia trascorso anni della tua vita lavorando per il paese. A loro non interessa. La Procedura deve essere perfetta e ti devono volere nel loro Paese. Chiaramente per quanto riguarda i turisti non ci sono reali problemi, ma se posso darvi un consiglio: organizzatevi per tempo.

Le informazioni che seguono vogliono evitarvi contrattempi e chiarirvi qualche dubbio, sia che siate turisti, sia che vogliate trasferirvi là.

Quello che leggerete si basa principalmente sulla nostra esperienza, personale o raccontata da persone che abbiamo incontrato, quindi non esaustiva di tutte le possibilità.

VISTO TURISTICO

VISTO 600

Come vi avevo anticipato raccontandovi della nostra partenza, noi una settimana prima di di partire per Sydney avevamo fatto la richiesta per un visto 600 turistico. Dura 6 mesi e costa circa 135 AUD.

Questo visto deve essere richiesto on line e rilasciato prima della partenza, quando il turista si trova ancora fuori dal territorio Australiano.

Purtroppo il nostro non è arrivato in tempo (solitamente, abbiamo scoperto poi, per essere approvato impiega circa 2 o 3 settimane… organizzatevi per tempo!).

Nel nostro caso la compagnia aerea Emirates, a Bologna, ha provveduto prontamente, non senza qualche difficoltà, a procurarci un visto ETA che è l’equivalente di un e-visitor. (Abbiamo perso il volo ma siamo saliti sul volo successivo da Milano il giorno stesso per fortuna!)

VISTO 651 e-visitor

Si tratta del “classico” visto per turisti: gratuito e valido per 3 mesi.

Non serve recarsi all’Ambasciata. Se vi affidate ad un’agenzia viaggi solitamente provvedono loro (chiedete per sicurezza), altrimenti è possibile richiederlo semplicemente compilando un format on line.

Con questo visto è possibile rimanere oppure entrare e uscire dall’Australia per tre mesi. Allo scadere dei tre mesi, per proseguire il viaggio in Australia, è necessario uscire dal Paese e fare una nuova richiesta.

Nel nostro caso siamo usciti prima dello scadere dei tre mesi, per motivi personali, e posso confermare che, anche se avevamo ancora un mese circa di visto da usufruire, abbiamo potuto fare la richiesta per uno nuovo, potendo contare quindi su ulteriori 3 mesi oltre ai due già spesi. Abbiamo usufruito di questa possibilità una seconda volta, uscendo 4 giorni prima dello scadere del secondo viso e rientrando circa 20 giorni dopo, con un nuovo visto valido per altri 3 mesi.

Tutto questo però uscendo dall’Australia: Italia, Bali, Nuova Zelanda, Fiji… dove preferite! Noi abbiamo fatto la richiesta on line il giorno dopo essere atterrati in terra straniera (rispetto all’Australia): la prima volta a me il visto è stato approvato dopo circa 6 ore (ero in Italia), a Simone è servito qualche giorno (era a Bali)… credo non c’entri il luogo da cui si fa la richiesta, suppongo sia semplicemente una questioni di sistema. Vero è, però, che la seconda volta, da Bali, la conferma è arrivata solo dopo 7 giorni ad entrembi. Questo tipo di visto è abbastanza immediato però meglio provvedere con un po’ di anticipo per sicurezza!

I tre mesi decorrono dalla data di arrivo in Australia.

Consiglio di stampare la copia del documento che vi invieranno perché viene richiesto continuamente prima dell’imbarco, e può servire in caso decidiate di attivare l’assicurazione Medicare, ad esempio.

 

VISTO “NON TURISTICO”

… per coloro che vogliono trasferitisi/lavorare/studiare ecc.

Le tipologie di visti sono tantissime.

In aereo, mentre tornavo a Brisbane, ad esempio, ho approfondito un po’ la questione del ricongiungimento familiare parlando con una coppia italo irlandese che ha tre figlie (italiane) in Australia… mi si è aperto un mondo che non conoscevo affatto… Per ora comunque cercherò brevemente di sintetizzare l’iter più comune che hanno seguito i ragazzi stranieri (italiani) che abbiamo conosciuto in Australia per ottenere il visto permanente.

Solitamente i passaggi sono:

VISTO WORK AND HOLIDAYS

Con questo visto è possibile lavorare/viaggiare per un anno in Australia. Qualsiasi lavoro. Se durante l’anno si trascorrono 12 settimane in una farm il visto viene prolungato per un ulteriore anno. Un totale di 2 anni. Questo visto è attivabile solo entro i 35 anni. Le FARM sono una realtà molto conosciuta dagli stranieri in Australia. Noi abbiamo conosciuto Federico e Alfredo che dopo qualche mese a Byron Bay hanno deciso di trascorrere 3 mesi presso la Farm Costa, produttrice numero 1 di mirtilli e lamponi in Australia. Siamo andati a trovarli al lavoro: certamente lavorare in campagna non è leggero, ma nel loro caso la struttura è molto ben organizzata, seria. I ragazzi sono pagati settimanalmente in base alla mansione: raccolta, potatura, sistemazione delle piante, imballaggio ecc. Lo stipendio ha consentito loro di comprare un piccolo campervan abitabile usato che hanno parcheggiato in un campeggio poco distante, sul mare. Il guadagno mensile, anche a fronte di vitto e alloggio, consente loro di vivere bene e mettere da parte dei soldi. Per iniziare a lavorare presso una farm serve semplicemente compilare il modulo della richiesta presso la struttura o, in alcuni casi, anche on line. Serve chiaramente avere un visto valido (es. un WORK AND HOLIDAY ancora in corso). La pratica viene conclusa in un paio di settimane al massimo a seconda della richiesta. Dal quel momento è possibile iniziare a lavorare. Ogni farm ha un proprio sistema. Ne esistono anche di piccole/familiari dove offrono anche l’alloggio. Ci sono numerosi siti nei quali approfondire e cercare la soluzione migliore, io vi rimando a questo link.

STUDENT

Conclusi i due anni di W&H (due, dando per scontato i 3 mesi nelle farm), se non si riesce a trovare uno SPONSOR, è possibile attivare un visto STUDENT. In questo caso il visto dura alcuni anni. È obbligatorio pagare un corso (qualsiasi) e si può lavorare massimo 20 ore a settimana nei periodi di scuola, mentre durante le festività si può lavorare quanto si vuole. Questo aspetto è importante perché comunque mantenersi in Australia costa parecchio e gli stessi corsi non sono a buon mercato. Con lo STUDENT comunque anche a Sydney si vive decentemente. La scelta del corso a volte viene presa un po’ sotto gamba, invece io consiglio di sceglierlo bene: potrebbe essere un modo per specializzarsi nella propria professione rispondendo così ai requisiti richiesti dal governo australiano per settori specifici, oppure può essere l’occasione per dedicarsi ad una professione/passione mai valorizzata è che invece qui potrebbe diventare la propria attività principale. La cosa incredibile e bellissima è che in Australia tutti possono scegliere. Magari non subito, ma merito, capacità, impegno, sono riconosciuti e valorizzati. Idee nuove o semplicemente la voglia di cambiare e reinventarsi qui è possibile a tutte le età, in maniera concreta.

SPONSOR

Gli anni trascorsi in Australia con i due visti precedenti hanno spesso come obiettivo principale quello di trovare un datore di lavoro disposto ad attivare uno SPONSOR: ovvero una assunzione da dipendente che deve durare minimo due anni continuativi senza interruzione (quindi senza cambiare datore o trasferendo lo sponsor da un datore all’altro con il loro consenso). Trascorsi i due anni di Sponsor è possibile fare la richiesta per il visto permanente. Nell’attivazione dello sponsor solitamente “lo straniero” si sobbarca spese di avvocato e burocrazia varia, all’inizio per attivare la procedura e il rapporto lavorativo, alla fine dei due anni per attivare l’iter per la richiesta di visto permanente. Questo tipo di visto costa chiaramente, e non poco, ma lavorando è possibile comunque sostenere le spese. Il portale del governo relativo ai visti aggiorna costantemente un elenco di SKILLS, ovvero professioni di cui lo stato ha necessità. Nel caso si decida di aderire alle proposte lo sponsor è attivato molto più facilmente. È giusto ricordare che non è scontato e automatico che dopo i due anni il governo accetti la richiesta di visto permanente. Di solito i casi di rifiuti sono comunque rarissimi e dipendono principalmente da “intoppi” burocratici.

Come dicevo le casistiche sono infinite.. tutta questa trafila può subire modifiche a seconda dei campi, delle esperienze, delle persone, del percorso che per caso o per scelta si segue. Capita, ad esempio, che ci siano persone assunte direttamente dall’Italia prima di partire, in questo caso si attiva immediatamente lo sponsor.

Nel caso si sia in coppia, è sufficiente che uno dei due partner abbiamo un visto valido o lo sponsor. Dimostrando di essere una coppia di fatto (convivenza, conti in comune ecc.) anche l’altro partner può usufruire dello stesso visto.

La Questione dei visti in Australia è davvero stressante: burocrazia rigida, iter costosi, ansie da prestazione, imprevisti rendono l’argomento uno dei più diffusi tra gli stranieri. Ne sentirete di tutti i colori. Però alla fine una soluzione si trova quasi sempre. Di modi per rimanere ce ne sono parecchi. Come ci ha detto Umberto, uno dei nostri amici di Byron, se si vuole restare in Australia si riesce! Le possibilità e le alternative sono tantissime!

Io mi sono chiesta se ne vale davvero la pena. 

Perché alla fine occorrono parecchi anni, non meno di 3 o 4, solitamente. Servono molti soldi: l’Australia non regala nulla, anzi. La selezione all’ingresso è rigida e metodica, la tutela del Paese e del benessere che hanno creato è la priorità. La qualità della vita che ti offre per gran parte sei tu stesso a crearla con i soldi del tuo lavoro che devi necessariamente reinvestire nel pubblico.

Però è vero anche che vivere in questo paese offre numerose possibilità: c’è lavoro per tutti, si guadagna e la qualità della vita è buonissima. È un paese meritocratico, nel senso che se hai le capacità e ti impegni puoi fare carriera e avere gratificazioni professionali che in Italia neppure immaginiamo.

È un paese sicuro.

È possibile scegliere e trovare una propria dimensione, e si può cambiare se lo si desidera. L’Australia è un paese dove la meritocrazia funziona: investi su chi ha capacità e si impegna perché questo, prima di tutto, è garanzia di crescita e guadagno per il Paese.

Alla mia età forse è tardi, ma un’esperienza qui ai giovani tra i 20 e i 30 io la consiglierei…

Questo è il sito ufficiale del governo dove è possibile avere un’idea generale di tutte le diverse tipologie di visto.

PER CHI AVESSE GIÀ OTTENUTO IL VISTO PERMANENTE 

Alcuni degli amici (italiani) conosciuti in Australia, in questi giorni (aprile 2017), stanno condividendo un link sulla riforma relativa all’iter per ottenere la cittadinanza (passaggio successivo rispetto al visto permanente. La cittadinanza garantisce il passaporto e il diritto di voto). Qui trovate una sintesi dei contenuti. Purtroppo le modifiche rispetto alla prassi attuale sono peggiorative per gli stranieri richiedenti il passaporto. 

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